Languedoc


Viaggio nel Medioevo tra Catari e Cristiani

Nulla si compie di ciò che è atteso,
ma un dio trova la via dell’inatteso.

Un viaggio alle origini della nostra spiritualità, che è insieme ricognizione sui luoghi, storica e critica, e sospensione del giudizio, necessaria per accogliere il mistero.
Celti, Templari, Catari e, naturalmente, Cristiani: si andrà sulle tracce del cuore comune di queste tradizioni, da attingere risalendo al germe misteriosofico e iniziatico, con una domanda: e se fosse una sola la radice originaria di tutte le tradizioni spirituali, del tantrismo e dello yoga orientali, dell’alchimia greco-egiziana e della mistica sufi?
Prima tappa, Avignone. Cammineremo per le vie della città vecchia e nelle sale del Palazzo dei Papi. A seguire, Carcassonne, circondata da mura sopra i vigneti e fortezza più grande d’Europa. La torre dell’Inquisizione, sede del tribunale omonimo, col suo carcere e le catene ancora danno i brividi. Vittime eccellenti, eretici per antonomasia, i Catari.
A Rennes-le Château raccoglieremo informazioni dai religiosi del posto per dipanare il mistero che avvolge la vita dell’abate Saunière, parroco della piccola città. Potrebbero discostarsi dalla versione fornita da Dan Brown, secondo cui il parroco avrebbe trovato il Graal e il vero tesoro dei Templari. Ben prima che il Codice da Vinci riportasse alla ribalta questa storia, si narrava che, durante il restauro della chiesa dedicata a Maria Maddalena, negli anni 1890, furono trovati murati tre cilindri di legno contenenti pergamene. Incapace di decifrarli, Saunière si rivolse alla chiesa di Parigi. Dei documenti si persero le tracce e una grande ricchezza investì Saunière che restaurò la chiesa e costruì una villa con torri e giardini.
Salendo, si giunge a Puivert, al castello attaccato durante la crociata contro gli Albigesi, quindi a un altro luogo del catarismo, il castello di Puilaurens. Ancora oltre, si trova Peyrepertuse, perla della terra dei Catari. Costruita sul picco della montagna seguendone le linee naturali, è stata una delle ultime roccaforti a cedere alle truppe cristiane. L’ascensione vale tutta la fatica della scalata. Lo stesso vale per Quéribus, un dado posato su un dito di roccia, il castello fuso col paesaggio, che sembra nascere dalla roccia stessa. I luoghi catari invitano al silenzio, l’aria si addensa, la mistica di chi rifiutò il mondo e i dogmi. Scendendo dai picchi dei castelli, si visiteranno le straordinarie rovine di Padern, Aguilar e Durban-Corbières.
Immancabile un passaggio a Lourdes, città-santuario, città delle apparizioni mariane e dei miracoli. Da visitare di notte, in silenzio, quando il dolore che impregna i muri della città, la sofferenza dei pellegrini e la loro speranza, si svela chiave della conoscenza, mistero dell’elevazione.
Chiude il tour Albi, città di pietra rossa che si riflette nelle acque verdi del fiume Tarn. Tanto ribelle nella sua storia e affascinante nel profilo gigantesco della cattedrale che ne domina la veduta, simbolo della vittoria della cristianità sull’eresia catara, stretta d’intorno dalle viuzze dove si respira ancora l’antico spirito del Languedoc.

Un Paese in uno sguardo

Letteralmente, i Catari sono gli uomini puri (dal greco Katharos) o Albigesi (dalla città di Albi, una delle roccaforti catare).
I Catari professavano una religione dualista, predicavano un’assoluta purezza di vita, un ritorno alla semplicità del Cristo e un solo sacramento, il battesimo. Non avevano gerarchie né strutture e credevano nella reincarnazione: l’anima sarebbe scesa più volte sulla terra e, di vita in vita, seguendo la dottrina del Cristo, avrebbe trovato la liberazione. La chiesa romana era considerata il male, corrotta dalla brama di ricchezza e potere. La salvezza poteva venire solo dalla nuova chiesa dei Catari, tutta spirituale, del resto, senza gerarchia né ortodossia comune, in cui era lasciata all’interiorità del singolo la ricerca della via migliore per adempiere alla dottrina del Cristo. La purezza d’animo dei Catari aveva anche un risvolto dottrinale che faceva molta presa: significava il ritorno alle origini, alla religione degli apostoli, alla semplicità delle parole di Gesù. La chiesa di Roma, in quest’ottica, appariva responsabile di un intollerabile tradimento. Gli eventi precipitarono in modo irreversibile nel 1208 quando fu ucciso per mano catara uno dei legati pontifici, Pietro di Castelnau. Nel 1209 la crociata promossa da Innocenzo III segnò la fine del catarismo. Le manifestazioni eretiche, però, non cessarono certo di esistere.

 

ITINERARIO: “Viaggio nel Medioevo tra Catari e Cristiani”

1° GIORNO, AVIGNONE
Arrivo ad Avignone e primo contatto con la città che deve la sua origine alla posizione, essendo un rifugio naturale sopra il fiume Rodano, come testimonia il Rocher des Doms, colle roccioso che sovrasta la città. Già nel XII° secolo, grazie al celebre Ponte St. Bénezet -popolarissimo grazie alla celebre canzone Sur le pont d’Avignon-, Avignone diviene un centro di commercio, artigianato, cultura e politica.
2° GIORNO, AVIGNONE
Tutto la giornata dedicata alla scoperta di Avignone, con l’assistenza di una guida esperta.
D’obbligo una sosta al Palazzo dei Papi, quindi il Ponte St. Bénezet e la Cathédrale des Doms, la chiesa di Saint Agricol, quelle di Saint Didier e Saint Pierre, le temple Saint Martial, il chiostro St. Louis e l’architettura civile de La Place de L’Horloge, l’Opéra, l’Hotel de ville. Tra le strette, pittoresche strade della città vecchia si assapora la vivacità che ancora fa di Avignone il centro delle attività culturali della regione.
3° GIORNO, AVIGNONE-CARCASSONNE
Carcassonne, dichiarata dall’Unesco nel 1997 patrimonio mondiale dell’umanità, è una favolosa cittadella dove non si può mancare la visita alle porte che costellano il muro di cinta, la piazza del Castello e soprattutto il castello Comtal.
4° GIORNO, CARCASSONNE
Tempo dedicato alla meditazione e tour dei Castelli Catari.
5° GIORNO, CARCASSONNE-LOURDES
Trasferimento a Lourdes.
6° GIORNO, LOURDES
È di notte che Lourdes va visitata, quando le lacrime si adagiano al suolo e dalla terra incomincia, sommessa, una risposta, quando la paura si condensa e si fa cosa tangibile, perciò non spaventa più, diventando miracolo…
7° GIORNO, LOURDES-ALBI
Albi, città simbolo degli Albigesi, o Catari. Non fu, in effetti, la culla del movimento religioso, ma la città che accolse queste genti, e permise alle nuove idee di prosperare senza paure e pregiudizi, almeno fino alla proclamazione della crociata.
8° GIORNO, ALBI
L’arte è una meditazione. Albi è la città di Henri de Toulouse-Lautrec, che vi nacque e visse fino ai 18 anni, per poi trasferirsi a Montmartre.
9° GIORNO
Viaggio di rientro.

È prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.