Ladakh e Kashmir: Itinerario “Oracolesse, Grotte sacre e Gondole”


1°e 2° GIORNO, VOLO PER DELHI – DELHI
Visita al Centro di Studi Aurobindiano.
3° e 4° GIORNO, SRINAGAR
In aereo raggiungeremo Srinagar, capoluogo della valle del Kashmir. All’arrivo ci trasferiremo nelle particolarissime House Boats, case galleggianti (dove poi pernotteremo) sul Lago Dal. Il lago Dal e il fiume Jhelum sono uniti da un canale circolare che trasforma il centro commerciale della città in una specie di isola collegata da molti ponti. Passeremo una splendida giornata a bordo delle shikara, le tipiche lunghe imbarcazioni a remi simili a gondole con le quali navigheremo sulle acque trasparenti, color giada e ricoperte di ninfee, fiori di loto e orti galleggianti tra i canali di Srinagar. L’acqua è vitale per questa popolazione che una leggenda vuole discendere direttamente da Noè. E sull’acqua, suo elemento per eccellenza, parleremo della Grande Madre, l’aspetto femminile di Dio, e del tantrismo che proprio qui in Kashmir ha visto la nascita di uno dei suo massimi autori, Abhinavagupta.
Srinagar, “la città felice della bellezza e della conoscenza”, è stata per secoli uno dei principali centri culturali e filosofici dell’Asia, come testimoniano i numerosi edifici sacri, come la Moschea del Venerdì, la Moschea di Shah Hamdan e Roza Bal, considerata da alcuni la tomba di Gesù.
I giardini di Moghul, sulle rive del lago Dal, sono i giardini terrazzati tra i più belli d’Oriente. Stretti tra acqua e montagne, ospitano alberi secolari, giganti e maestosi come cattedrali.
5° GIORNO, KARGIL
Dopo un viaggio in uno stupendo paesaggio, tra le alte montagne, supereremo passo Zujila, a quota 3550 metri, ed entreremo in Ladakh, il cosiddetto Piccolo Tibet, fino alla città di Kargil.
6° GIORNO, KARGIL – LAMAYURU – ULEYTOKPO (3100 metri)
Un altro itinerario attraverso spettacolari paesaggi montani. Sosta a Mulbekh, dove si trovano due gompa, monasteri tibetani buddisti: uno è quello di Lama Yuro che ospita la grotta dove meditò lo yogin e mistico Naropa. Il luogo ideale per continuare a parlare dei rituali tantrici, che comprendono le pratiche psico-energetiche più interessanti al mondo. Di qui, superando due passi, il Namika La (3780 metri) e il passo Fatu La (4091 metri), poi Lamayuru, la cosiddetta città dei Lama, dove si trova il più antico monastero del Ladakh circondato da alti roccioni multicolori dalle fenditure profonde. Il suo nome significa “villaggio dei maestri” perché al tempo del suo massimo splendore ospitò fino a 400 monaci. È in un luogo come questo che l’antica religione del Bon, diffusa nella regione tibetana e preesistente al Buddismo, venne in parte assorbita dal Buddismo Mahayana. Superato poi il passo Khalsi (3350 metri) arriveremo a Uletopko dove ceneremo e pernotteremo in un campo di tende.
7° GIORNO, ULEYTOKPO
Qui vedremo il monastero di Rizong, situato al fondo di una gola e arroccato sulle pendici rocciose della montagna; poi visiteremo il complesso monastico di Alchi, che si rifà alla via riformata dei Berretti Gialli o Gelukpa. Alchi, voluto dal re Atisha, è famoso per i suoi meravigliosi affreschi che raffigurano le diverse manifestazioni dell’unica divinità che si esprime nelle forze dell’anima e della natura.
8° GIORNO, LEH (3550 metri)
Lungo la strada ci fermeremo ad ammirare uno spettacolo maestoso: la confluenza dei due fiumi Zanskar e Indo. Poi proseguiremo per il monastero di Spituk, il Palazzo reale di Stok, il complesso di Phyang e Likir, con il suo monastero del secolo XI° che ospita un centinaio di monaci e l’immensa statua del Buddha Maitreya che domina la valle.
9° e 10 °GIORNO, LEH
Tra gompa, maestosi monasteri, palazzi medioevali e chorten, dove nei secoli si sono accumulati milioni di ciottoli incisi con preghiere e formule sacre, ci lasceremo sorprendere dalla magia degli oracoli e dei dèmoni tantrici che permeano di sé la terra, l’aria, l’acqua e il fuoco, parlando di un mondo “altro”, in cui la magia, e non la ragione, è la guida dello sviluppo umano, un mondo in cui la Terra è Dea e Madre, mai oggetto di sfruttamento, ma fonte del potere immaginale che crea ogni evento della vita. La felicità, non il potere, è l’origine e la meta di quella magia che la ratio ha sconfitto nel corso della storia, ma non ha cancellato del tutto, e che, in alcuni luoghi, come a Leh, è più visibile che altrove.
11° GIORNO, LEH-DELHI (con volo interno)
Sarebbe un peccato non vedere il complesso Qutab Minar, il più alto minareto in mattoni del mondo che con il mausoleo di Himayun è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO; quindi i solenni edifici governativi, il tempio induista Laxmi Narain Mandir e il tempio sikh Gurudwara Bangla Sahib.
12° – 13° GIORNO
Volo di rientro.

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