VIAGGIO NELLO YEMEN (ovvero il pellegrinaggio dentro e fuori) di Alessandra Bernasconi
Diario di Viaggio - Venerdì 1 Aprile 2005
Alle 4.00 partenza. Ci attendono 14 ore di fuoristrada nel deserto del Sinai qui detto Al Sab'atain Desert. Attraversiamo due terzi di Yemen in direzione est. Sostiamo nella vecchia Shabwa, antico centro commerciale beduino e sede di una bellissima cava di salgemma. Mangiando frutta all'ombra della cava tentiamo la Meditazione della Yoni. Veniamo interrotti da bambini inviati dal solito Ali spazientito dalla nostra lunga sosta. In effetti i poverini (Ali e Abdul) sono in pieno sole (45°) e, poiché decisamente decrepiti, potrebbero schiattare lì per lì.
Pranziamo alle 14.00 con carne di cammellino, pane, riso, verdure e una gustosa salsa piccante.
Oggi sto lavorando sul mito dell'eroe. Il suo demone, l'ho visto, è una figura morbida, fatta di latte. Una figura che cambia continuamente forma, che si adatta: l'opposto dell'eroe che tenta di adattare il mondo a sé stesso e ai suoi ideali.
Guarda caso proprio oggi in pieno deserto mi ritrovo in mano un Kalashnikow e sparo: com'è facile! Senti la rabbia che dal profondo sale, va nel tuo braccio e poi nell'arma. Sento il cuore che si apre allo spavento. Bello. E' strano perché il processo è a ritroso: tu spari e successivamente senti rabbia, braccio e cuore.
Diario di Viaggio - Sabato 2 Aprile 2005
Sveglia alle 6.00. Tutti da Paolo per la consueta meditazione di "focalizzazione" del mito del giorno con suo relativo demone. La pratica della respirazione profonda, alla mattina presto, ancora in pigiama assonnata, unita alla meditazione mi mette fin da subito in uno stato di accelerazione. Mi sento un atleta che si è ben riscaldato e teso, sulla linea di partenza, attende lo start. Appena sveglia, scelgo il demone che dovrò recitare quel giorno: al momento della meditazione lo trovo, però spontaneamente subito dopo lo dimentico e ne appare un altro. La magia della meditazione non finirà mai di lasciarmi piena di stupore! Tutto va da sé, ogni cosa accade naturalmente e solo tu, con la tua resistenza, la puoi ostacolare.
Poi partenza per Tarim attraversando il bacino di Hadramut detto Hadramut Dom. C'è un bellissimo museo, antico palazzo di un sultano. Scopriamo gli antichi reperti del Regno di Saba intrisi di riferimenti egizi ed ellenici. Le antiche civiltà di natura erano in contatto tra loro e parlavano il medesimo linguaggio dell'arte che è anima.
Per questi nostri antenati il rapporto tra la vita e la morte era in perfetto equilibrio. Noi, al contrario, la morte l'abbiamo dimenticata, non la celebriamo né riusciamo a viverci in simbiosi, al contrario la definiamo una sorta di mostro da evitare a tutti i costi. Ci abbiamo costruito sopra una società nella quale i medici hanno sostituito i maestri.
Dall'alto del Museo la città è bellissima.
Le foto esposte riprendono molte donne, immagini cui ancor oggi solo una donna può accedere. Per un uomo, infatti Paolo, il nostro fotografo ufficiale, è proibito riprendere una donna. Mi vengono in mente le nostre riviste con i corpi delle donne in bella mostra.
Partiamo per Tarim e visitiamo qui la bellissima dimora del ricchissimo EL CAF. Mercante di legname, stabilitosi a Singapore, ha deciso di affidare il suo palazzo all'UNESCO per il restauro che, ad oggi, parrebbe urgente. La magione e splendida e fresca, di un'eleganza e una raffinatezza fuori dal comune. Scattiamo molte foto per il sito mascherandoci ed interpretando i vari ruoli che si presentano grazie all'aiuto di un custode fantasioso. Anna interpreta una bellissima sposa indossando abiti da cerimonia: lei stessa, confessa, interpreta così uno dei suoi miti. Io indosso un lungo cappello da strega, qui portato dalle pastore, e Selene, in perfetta posizione del loto, siede al centro di una camera riccamente decorata nella quale la luce filtra attraverso mosaici di vetri colorati.
Paolo, alla fine, versa un contributo all'UNESCO nell'urna destinata ai fondi di restauro: il ricco che dona al ricco.
.Si va tutti in camera di Paolo per una pratica yogica straordinaria. I dubbi che sempre mi accompagnano durante il giorno, si dissolvono: vivo un'esperienza di conoscenza che non si riferisce a nulla in particolare ma che sa risolvere le incertezze alla radice.
Diario di Viaggio - Domenica 3 Aprile 2005
Meditazione del mattino. Il mio mito oggi è la vittoria. Esso mi consente di scoprire un demone che mi possiede da quando sono nata: la paura del fallimento o meglio ancora della sconfitta. Alle 7.00 partenza. Via verso Al Mukalla, in direzione sud-ovest. Il viaggio è lungo e buona parte del percorso è su strada sterrata. L'arrivo è previsto per le 17.00.
Il tragitto è per me uno dei più belli del mondo. Percorriamo infatti la Valle di Do'an (Wadi Do'an): bellissima. I paesi interamente di fango appaiono come per magia solo quando si è a ridosso.
La Valle a tratti di un verde brillante e luminoso è costellata di minuscole greggi di capre guidate da misteriose streghe vestite di nero con un cappello di paglia a punta: sono le pastore beduine che non vogliono essere né guardate, né tantomeno fotografate. Se provocate, le affascinanti streghe, non esitano a prendere le auto a sassate. Tutto intorno montagne di pietra che formano sculture naturali. L'Eden potrebbe essere questo.
Alle 17.00, puntuali, arriviamo ad Al Mukalla. Siamo sul mare, l'Oceano Indiano. Approfittiamo per una meditazione in riva al mare al tramonto. Cena in hotel e visita della città, una sorta di Nizza araba. Siamo cotti: alle 22.30 a letto.
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