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Reportage di Viaggio - Yemen

Shibam, Sana'a, Al Mukalla, Wadi Hadhramawt e i nostri miti
di Selene M. Calloni Williams

Molta bellezza abbiamo visto nello Yemen, ovunque. Non solo per le vie di Aden, dove della bellezza abbiamo colto l'aspetto più tormentato, ma nel deserto e nelle magnifiche visioni dei grattacieli di paglia e fango, come quella della surreale città antica di Shibam. Anche Sana'a, la capitale politica dello stato, offre bellezza in abbondanza, qui vi è la casa dove Pasolini abitò, qui le finestre dai vetri colorati che la notte parlano di magie nascoste, qui le affollate vie del mercato dove, tra quintali di spezie e legumi accatastati nei sacchi di juta, tra le gioiellerie traboccanti di monili antichi, c'è ancora chi pratica la medicina tradizionale per la cura dei corpi. Uno di noi si presta come cavia per la pratica del salasso.

  Poi, lasciando Sana'a, passando per villaggi arroccati su montagne brulle, arriviamo ad Al Mukalla per sdraiarci in riva al mare.

Straordinaria l'architettura della valle (Wadi) Hadramaut: le case di paglia e fango rispettano a tal punto l'ambiente da confondersi con lo sfondo del paesaggio, da essere colte a fatica dall'occhio umano che scruti le montagne sabbiose viaggiando lungo le strade sterrate. Sì, ci piace questo Yemen, dove la bellezza è nascosta e invita all'attenzione.

Viaggiando per lo Yemen scopriamo i nostri miti e i nostri dèmoni e li contempliamo. Mito è la tendenza dell'essere, l'impulso ad esistere, è il profondo desiderio che mai si realizzerà in vita, pena la cessazione dell'esistere stesso. Dèmone è ciò che sei, l'istinto che agisce in te, l'indole che conquista le esperienze. Bellezza è fragilità e incompiutezza, perciò l'uomo è mito irrealizzabile e fugge se stesso. Libero dai valori comuni di vantaggio e svantaggio personale, puoi conoscere i tuoi miti e i tuoi dèmoni e amare quest'uomo, che non realizzerà mai il proprio mito per incarnare Bellezza.

Questo uomo che vive per l'irrealizzabile, è vincente nel momento in cui vede in sé l'eroe sconfitto, in quel momento egli conquista se stesso, e dei dèmoni che incarna e che sempre ha desiderato nascondere, fa, allora, la propria forza. Non guariremo mai dai nostri miti, poiché essi non sono da guarire, allora ne ridiamo divertiti. Interpretiamo l'eroe ribelle, la principessa, la maga, il grande artista e, di nascosto, ci osserviamo giocare al gioco della vita.

Anche viaggiando attraverso lo Yemen, come sempre, abbiamo vagabondato all'interno di noi, ora riposiamo rilassati, prima di ripartire verso nuove avventure.

 

Sui nostri miti

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