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Reportage di Viaggio - Tibet - Agosto 2005

Il Potala di Selene M. Calloni Williams

Dall'epoca in cui fu portata a termine la sua costruzione, e cioè, a partire dal 1649, il palazzo-fortezza del Potala è stato la sede di tutti i Dalai Lama, sebbene, a partire dalla fine del XVIII secolo, con la costruzione del palazzo d'estate del Norbulingka, sia servito solo come residenza invernale.

Il Potala era anche la sede del governo. Il Dalai Lama, oggi costretto a vivere in esilio nell'India del Nord, è sia guida spirituale che politica del Tibet. L'immensa devozione dei tibetani nei confronti del Dalai Lama può essere compresa solo alla luce del fatto che essi lo pensano come l'incarnazione di Avalokiteshvara, il Buddha della Compassione.

Il Potala venne fatto costruire dove sorgeva una caverna di meditazione nella quale si recò in ritiro spirituale un antico re. Quella caverna venne benedetta dallo stesso Guru Rimpoche. Oggi, la poderosa struttura del Potala è un grande museo dove è possibile ammirare molte opere d'arte a carattere religioso, tra le quali le cappelle che custodiscono le statue raffiguranti i vari aspetti del Buddha e le icone che ricordano i maestri che per primi introdussero in Tibet le pratiche e i rituali tantrici.

Tre le raffigurazioni del Buddha ve ne una di carattere assolutamente tantrico e naturale: quella del Kalacakra Buddha, il quale è rappresentato nell'atto dell'unione erotica con la propria compagna. Il Buddismo in Tibet ha un carattere decisamente unico a causa della sua matrice tantrica e sciamanica. I primi maestri che portarono il Buddhismo dall'India al Tibet, infatti, erano tantrici. Il Buddismo tantrico, andò ad innestarsi sulla religione preesistente in Tibet: il Bon, di matrice sciamanica. Il Bon e il tantrismo hanno talmente permeato di sé il Buddhismo in Tibet da renderlo unico al mondo: esso ha mantenuto le caratteristiche della religione animistica di natura.

Tra la vasta letteratura sacra del Buddhismo tantrico, vogliamo ricordare il bellissimo testo del maestro Naropa, chiamato Kalacakra Tantra. Naropa, ispirato dal maestro Tilopa, ha lasciato altresì metodi yoga assai importanti nella tradizione tantrica, come lo "Yoga del Calore", alla pratica del quale si dedicò in modo particolare il poeta Milarepa.

Lo Yoga del Calore consente, attraverso una particolare tecnica di respirazione, di produrre Dummo, o calore interno, da cui hanno origine, forza, potere spirituale, intuizione e conoscenza. Una caratteristica evidente degli esercizi tantrici è che essi tendono sempre a unire l'esperienza fisica - come quella che può derivare dalla pratica di una determinata tecnica di respirazione o da una certa posizione del corpo - con l'esperienza visionaria.

Affinché risulti efficace, l'esperienza deve prodursi simultaneamente sia sul piano materiale, sia sul piano immaginario. L'unione erotica di Padre e Madre, simboleggiata dal Kalacakra Budda, è appunto la metafora dell'unità degli opposti. La vera esperienza, l'esperienza che produce il cambiamento, è un evento di unità degli opposti nel quale gli estremi si danno l'uno all'altro rivelandosi sacri, ovvero capaci del sacrificio di sé.

Lo Yoga Tantrico, che è considerato la forma più esoterica e più potente dello Yoga, come nell'antichità, così ai giorni nostri, non è un insegnamento popolare: pochi individui, in Tibet come nel resto del mondo ne possiedono i segreti. Secondo una tradizione, si narra che il Buddha fece girare la ruota del Dharma tre volte, ad ogni giro comunicando dottrine via via sempre più ardue e profonde. Il terzo ciclo di insegnamenti, il più esoterico, venne dato dal Buddha in un tempio dell'India meridionale, e codificato in un gruppo di testi chiamati Tantra.
Molti di quei testi sono stati rinvenuti nelle montagne del Tibet, dove erano stati sepolti. E molti di quei gioielli si dice siano ancora sepolti nel Paese delle Nevi, giacché ogni libro porta un insegnamento adatto a una determinata epoca e bisogna che esso sia rinvenuto e messo a disposizione degli uomini nel giusto momento. Il Pese delle Nevi è un luogo di grande potere spirituale, un mondo sacro, dedicato alla Dea Madre, che custodisce tesori, consci e inconsci, di inestimabile valore.

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Tibet

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