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Reportage di Viaggio - Ladakh - Settembre 2006  

Nonterapia in Ladakh, quando la bellezza ti sovrasta di Paola Bertoldi - Pagina 3

La grotta in cui meditò NaropaVisitiamo vari monasteri ma quello che ricordo meglio è il monastero di Lamayuru, circondato da una natura stupenda, così bella da essere sicuramente magica. Qui si trova la grotta dove visse e meditò Naropa, il creatore dei sei yoga, una figura importantissima per me e altri tra noi che da anni praticano i suoi yoga e studiano ogni sua parola. Alla vista della grotta di Naropa Selene viene presa da una felicità incontenibile, che trabocca contagiando tutti noi: ci sentiamo onorati e fortunati di essere in quel luogo che rappresenta le radici di uno degli insegnamenti a noi più cari.La grotta in cui meditò Naropa

Le chiavi di un luogo così sacro e importante sono in mano ad un monaco bambino di dieci anni, che come ogni bambino degno di tale nome si diverte a fare un po' il monello e a scherzare con noi. Ancora una volta capisco l'importanza del non prendersi mai troppo sul serio!

La grotta in cui meditò NaropaVisitiamo anche un villaggio locale e per arrivarci camminiamo per un po' su un sentiero stretto e scosceso, sul limitare di un burrone, con il fiume che scorre sotto di noi, ma non ho paura, anzi sono in uno stato di leggera euforia: Paolo, che stringo a braccetto per avere un aiuto, è un ottimo accompagnatore ed entrambi proviamo una grande sensazione di allegria, ridiamo e scherziamo anche davanti ai passaggi più impegnativi. Arrivati nel villaggio ci pare di essere appena scesi dalla macchina del tempo: non c'è il rumore del traffico, solo i suoni della natura e la vita qui è veramente di un'essenzialità quasi totale. Ma gli abitanti del villaggio sorridono e ci accolgo con calore: non sembrano affatto infelici per la mancanza di tutte le "comodità" a noi tanto care. Forse il loro rapporto con la natura li ripaga di ogni scomodità. La grotta in cui meditò Naropa

L'ultima sera prima di ripartire per Delhi, nella cornice delle montagne del nostro albergo di tende, pratichiamo la "meditazione camminata" quella meditazione che chiede di camminare lentamente, con consapevolezza, immaginando di essere uno scheletro che cammina e ripetendo mentalmente ad ogni passo: "sollevo, avanzo, abbasso" in sincronia con il movimento del piede. Per me, da sola, questa meditazione è impossibile: camminare lentamente mi riesce sempre difficile perché richiede maggiore equilibrio, cosa di cui qualcuno ha dimenticato di fornirmi fin dalla nascita. Per cui, come al solito, la mia prima reazione è quella di dire: "io mi siedo e vi aspetto qui" ma Selene mi propone di fare la meditazione camminata insieme a lei e così partiamo.

La grotta in cui meditò NaropaDa questo momento in poi viviamo un'esperienza indimenticabile: la sintonia che si instaura tra noi è perfetta e io mi affido, mi lascio andare anche se so che Selene sta camminando ad occhi chiusi e perciò, dice la mia mente razionale, potremmo cadere. Ma in questo momento non ha importanza, c'è solo una grande pace, una sensazione di grande potere e un grande amore, quello stesso amore che ci permette di volare.

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