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Reportage di Viaggio - India - Ottobre 2005  

Allahabad e Kausambi di Selene M. Calloni Williams

IndiaMisteriosa, come tutto ciò che è sacro, Allhabad ci dona immagini senza tempo. Qui si incontrano ben tre fiumi: due reali, il Gange e lo Yamuna, e il terzo, immaginario, è il mitico Saravastati, il fiume dell'illuminazione.

"Nella gioia del volo l'uccello, qua e là, nel vuoto, va scrivendo parole senza alfabeto. Quando la mente vola si risveglia la mia voce, la penna descrive la gioia delle ali." Tagore.

Il meraviglioso tempio sotterraneo ci parla delle divinità di natura: il dio del fiume, del vento, del sole, la Madre Terra e simultaneamente ci ricorda le forze che sono nascoste dentro l'uomo.

Sull'altra sponda del fiume, un altro guru ci attende con la sua cerchia di seguaci. Egli dice di essere il continuatore dell'opera di un noto santone, il cui samadhi , o luogo dell'ultimo riposo, è frequentato da diversi devoti. Non possiamo sottrarci all'entusiasmo che egli pone nel volerci parlare della loro organizzazione che ha sedi persino in Francia e negli Stati Uniti.

Infine fuggiamo e decidiamo di andare lontano, via dalla città, desiderosi di raggiungere una qualsiasi meta non sia segnata sulle carte geografiche.

Kausambi è un villaggio antico e, pur essendo riportato sulle carte geografiche, appare fuori dal mondo. È qui che documentiamo l'aspetto più selvaggio dello stato naturale. Nostri principali maestri: i bambini.

E, quasi a conferma e a suggello della ricchezza selvaggia di ciò che abbiamo trovato, mentre stiamo per lasciare il villaggio ci coglie all'improvviso l'immagine di una processione dedicata alla dea Kali, la più selvaggia e incontenibile divinità del pantèon induista.

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