Viaggio tra magia e bellezza, i druidi, la spiritualità celtica
di Ar-Den
Arriviamo a Belle-Ile dopo un lungo viaggio in auto sotto la pioggia. Questa isola, che sa essere sia oscura e terribile con le sue tempeste e le sue grotte, sia tenera e bellissima, coi suoi colori e le sue spiagge, ci dà il benvenuto con un tramonto sulla côte sauvage , degno del nome che porta. Nell'albergo, a picco sul mare, corroboriamo con piaceri gastronomici ed enologici i corpi provati dal viaggio.
Parlare della Bretagna significa parlare di menhir e dolmen, di Celti e Druidi, infine di magia, di streghe e di dèmoni.

A Belle-Ile c'è un villaggio di nome Bord-Groa (dal gaelico, villaggio delle fate o delle streghe) e un comune di nome Bangor; "Bangor" significa "collegio", "assemblea". L'esistenza di tre luoghi nel mondo chiamati Bangor, nel Galles, in Irlanda e a Belle-Ile appunto, lascia pensare che vi fossero all'epoca tre centri fondamentali di formazione, tre grandi aree ove gli aspiranti druidi seguivano un percorso iniziatico quasi ventennale per diventare "stregoni", uomini che avevano il potere di essere canale di comunicazione tra il mondo degli dei ed il mondo degli umani.
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L'Ile
Au gré du vent, attentive au ciel, indifférente à la mer,
silencieuse lande ou grondement de vagues,
lumineuse ou grise, contradictoire en sa libre prison,
conciente jusqu' à en avoir mal de l'horizon,
de l'inconnu, de l'inconfortable solitude,
espace marié a l'espace,
ou' la vie reprend son droit de n' être que temps qui passe
derrière l' espace du vent,
aimer enfin en ne cherchant plus rien.
"Le Temps Sauvage"
Pierre Baudemont
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