La "meditazione camminata"
di Selene M. Calloni Williams
La nostra prima tappa dopo Burgos fu Fromista dove la chiesa romanica di San Martin ci riportò ai simboli dei culti animistici. Da Fromista, passando per Carrion de los Condes, da San Nicolas e da Sahagun, arrivammo a Leon, dove un'altra magnifica cattedrale, Santa Maria de la Regla, attendeva di stupirci, questa volta, soprattutto a mezzo di straordinarie vetrate.
Camminammo da un paese all'altro circa quattro ore al giorno mentre qualcuno di noi si occupava dell'auto e la guidava da una meta all'altra aspettando gli altri nei vari paesi. Per tutte le ore del nostro tragitto a piedi cercammo di impegnarci nella "meditazione camminata" o "attento camminare", uno dei fondamenti della via della "presenza mentale" del buddismo theravada. Arrivammo a Leon con le menti concentrate, i corpi piacevolmente affaticati, l'imponente cattedrale con le sue magnifiche vetrate ci apparve molto concreta, quasi pesante dall'esterno e surreale, immateriale dall'interno: vessillo dell'illusione magica che pervade il mondo.
Da Leon proseguimmo per Astorga, cittadina di origine celtica circondata da mura. Ed infine arrivammo a Ponferrada dove la duecentesca rocca dei Templari esalta la magia del nostro viaggio. Le rovine del Castillo Templario parevano uscite direttamente da un romanzo.
Alloggiamo in un hotel che richiamava, nella struttura e negli arredi, l'epoca dei cavalieri templari, fronteggiato da un bel parco dagli alberi secolari, nel quale trascorremmo quasi tutta la notte dedicandoci a meditazioni, respirazioni controllate e tecniche che ampliano lo stato della consapevolezza.
"Che bello essere vivi!" esclamò una ragazza del nostro gruppetto. Il suo viso illuminato dalla luna, i suoi piedi nascosti nell'erba, il suo corpo magicamente trasparente.
Da Ponferrada camminammo fino a Villafranca e poi fino a O Cebreiro, borgo dalle abitazioni di origine celtica. O Cebreiro sorge in cima a un monte, lo sanno bene i pellegrini che, come noi, lo raggiungono a piedi. È un luogo assai ventilato, trovandosi sopra una sommità della Cordigliera Cantabrica, ma quei venti sono piacevolissimi dopo un faticoso e accaldato cammino in salita. Le case di pietra di O Cebreiro e le pallozas , abitazioni assai basse, di forma circolare con il tetto di paglia, di nuovo ci proiettarono in un'atmosfera da favola. Nel paesino diamo visitammo la semplice e primitiva chiesa di Santa Maria la Real, del XII secolo, dove ogni otto settembre si tiene un grande pellegrinaggio per commemorare il "miracolo di O Cebreiro".
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