Voyagesillumination


Reportage di Viaggio - Bhutan - Aprile-Maggio 2007  

Di Ritorno dal Bhutan
didi Raffaella Boschiasso - pagina 3

Punakha è per i Butanesi un luogo dove maschile e  femminile si incontrano e si fondono: le acque sacre del  Mo chu, il fiume femmina, e del Pho chu il fiume maschio, si uniscono, il sangue del drago tonante diviene androgino. Ricordo una meditazione stupenda in compagnia di quelle acque, mi sono lascita trasportare dalla poesia di quel luogo.  Gli Dzong, i monsteri,   sono costruiti in luoghi sacri, infatti qui c’è ne uno proprio sulla punta di terra che unisce i due fiumi. E' la residenza  invernale del Consiglio Centrale dei monasteri, luogo di incontro tra il potere temporale e quello spirituale. Quando siamo entrate nel patio abbiamo trovato una moltitudine di consiglieri in ricreazione, ma la cosa che mi ha colpito maggiormente, oltre alla simbologia dipinta sui muri, sono stato i nidi di api o vespe appesi ai cornicioni del palazzo, non avevo mai visto una cosa del genere: da noi li bombardano come malefici intrusi.

Bhutan Bhutan Bhutan  

In Bhutan c’è “la strada” unica asfaltata, le altre sono sterrate o semplici sentieri. Percorrendola ho incontrato una bellezza di tale potenza, da scuotermi come un terremoto. Una vegetazione così rigogliosa e selvaggia che immediatamente risveglia energia, il semplice essere lì nello spazio del Bhutan mi faceva sentire diversa, una forza grandissima mi ha accompagnato per tutto il tempo.

BhutanUn paese dove i simboli sono ancora forti, tanto forti da rapirti in meditazione. In cima al passo Pele La,  con i suoi 108 stupa, con la catena dell’ Himalaya di fronte a me, ho vissuto una sensazione di onnipotenza, di gioia e incrollabile calma che ho dentro ancora oggi.

A  3420 metri abbiamo iniziato a scendere verso il Bumthang, la zona del “parco nazionale”, con pascoli di yak e villaggi di pastori. Nel Bumthang zona di sciamani, avevamo un desiderio irresistibile di incontrarne uno e lo abbiamo trovato: cu ha raccontato la sua storia, come è diventato sciamano, e abbiamo celebrato insieme un rito. Non dimenticherò mai quel piccolo uomo, il suo sorriso intrigante e tutta l’esperienza.

Bhutan Bhutan Bhutan  

BhutanIl viaggio continua sulle pendici dei Monti Neri dove ho incontrato le quattro aquile che mi hanno aperto la porta di un viaggio visionario. Devo dire che se non ci fosse stata poesia nel mio cuore nulla sarebbe potuto accadere. Deviando dalla strada principali siamo arrivate alla valle glaciale di Phobjikha, una zona di indescrivibile bellezza, definita come “la più bella vallata del più del paese dell’Himalaya”. La valle nascosta come la chiamano i bhutanesi ha rapito definitivamente il cuore. Non a caso qui le rare Gru dal colo nero tornano dal Tibet ogni inverno, dove sono accolte come dee. La vita nella valle ruota intorno a questa migrazione.

Mentre la mattina presto passaggiavo per la valle, un bambino da una piccola finestra della sua casa, mi ha chiesto in un perfetto inglese da dove venivo, ho risposto e lui ha annuito felice. Sembra incredibile ma in questo luogo fuori dal tempo i contrasti sono fortissimi e possibili, uno non esclude l’altro, anzi sembra che camminino in armonia. Sarà l’amore per le Gru o forse altro ma quel posto è veramente una perla rara.

BhutanLasciata Phobjikha è iniziato il viaggio di ritorno, almeno per me. Sette ore di pulmino attraversando le foreste, una curva dopo l’altra mi hanno cullato nel più lungo e ricco silenzio della mia vita.

Non può esserci conclusione ad un viaggio del genere.
Grazie a tutto e a tutti.

Raffaella Boschiasso

Inizio pagina