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Reportage di Viaggio - Bhutan - Aprile-Maggio 2007  

Di Ritorno dal Bhutan
didi Raffaella Boschiasso - pagina 2

BhutanIl Bhutan è fino ad oggi l’unica nazione che ho visitato che mi ha dato chiaramente l’impressione di non aver bisogno di noi occidentali: non ci hanno chiesto soldi mai! Devo dire che ho percepito una civiltà ammirevole che mi ha dato, in certi momenti, la sensazione di essere nel futuro.
E’ comunque un paese in pieno sviluppo economico; si stanno creando nuove strade per raggiungere posti impervi, demolendo con dinamite porzioni di montagne perché possa arrivare più turismo; è la vecchia storia che si ripete. Si capisce che presto ogni luogo sarà raggiunto; questa è una delle ragioni per cui, sono molto felice di aver visitato il Bhutan con nonterapia, in questo periodo di cambiamento. Infatti il 24 marzo 2008 si voterà per eleggere i rappresentanti alla Camera Bassa del Parlamento. Il 31 dicembre scorso si sono tenute le elezioni della Camera Alta e, con l'elezione del Parlamento, si segnerà la svolta democratica dopo un secolo di monarchia assoluta.

BhutanLa meditazione ha accompagnato ognuna di noi durante il viaggio. Selene, la nostra accompagnatrice, ha proposto meditazioni, stimoli su cui riflettere, abbiamo parlato della cultura, della religione e delle tradizioni di natura di questa terra e di questo popolo.
BhutanCiterò, tra le varie tradizioni, il culto del folle divino perché oltre a sorprendermi, trova in me una sostenitrice. Il folle divino scelse la strada dei vizi per il suo risveglio spirituale, osò rovesciare i valori comuni e andare contro corrente e divenne popolarissimo: il piacere fu la sua dottrina.
Portatore di fertilità, viene pregato ed evocato dal popolo in quanto riuscì nelle sue imprese a neutralizzare le forze avverse e terrifiche, che  si riversavano contro gli uomini. Viene simboleggiato con un fallo dipinto sui muri o appeso ai quattro lati delle case, a lui è dedicato un meraviglioso tempio al centro di una valle, sito di una scuola buddista per bambini.  Un luogo d’ una gioia soffocante: avvicinandoci al tempio abbiamo respirato allegria ed euforia ad ogni passo, credo proprio sia stata la sua energia diffusa in tutta la valle.
Il popolo non è in grado di fare come lui, ma lo adora, ne ha fatto un Dio. Da noi sarebbe un demonio e saremmo accusati di disegni osceni in luogo pubblico. E’ veramente molto divertente o forse drammatico, ma è importante capire come le percezioni siano diverse a seconda delle culture, del modello di pensiero: viaggi come questo ti aiutano molto.

BhutanBhutanl Bhutan è tanto verde, ci sono vari tipi di boschi che si possono vedere ovunque, fin dove arriva lo sguardo, qui il drago tuona e le piogge arrivano. In alcune zone in cui le colline sono più dolci,  immaginate di vedere le coltivazioni che assomigliano ad un puzzle, ogni appezzamento ha una sua cornice in pietra ed erbe, ci sono terrazze a sfumature di verde: come vellutati scalini d’ una reggia in cui le divinità salgono in cielo e scendono in terra.
Quando il secondo giorno siamo partite per raggiungere il monastero buddista di Taktsang, non potevo immaginare una cosa tanto sorprendente. Avevamo iniziato il trekking a piedi nel bosco, quando ad un certo punto la visuale si è fatta spaziosa ed ecco il monastero, come un puntino bianco e rosso aggrappato ad una parete rocciosa verticale di circa 800 metri.
Bhutan Ci ha lasciato senza fiato, come in trance. Come un nido d’ aquila stava li appoggiato alla roccia, apparentemente irraggiungibile, le nostre menti incredule hanno iniziato il loro lavorio fatto di pensieri ed emozioni. E' stato come vedere una meraviglia della natura, uno stupore incantevole mi rese entusiasta. Avevamo scoperto dov'era la meta, ma non dov’era la strada, nè quanto tempo avremmo impiegato ad arrivare. Ho iniziato a camminare, assorta in una meditazione dinamica.
Abbiamo attraversato un bosco parlante, ... non ero drogata, la mia coscienza era ampliata e in estasi,  così che ogni cosa diventava possibile. Quasi sulla porta del monastero una donna nella sua  abitazione sentinella, mi ha sorriso ed è stato come se mi raccontasse la sua vita, non dimenticherò mai quel volto senza tempo. Entrata nel monastero ho compreso cosa fosse una soglia e quella soglia. Bhutan
Le guide ci hanno spiegato minuziosamente la storia del monastero. Siamo entrate nel cuore del monastero, la grotta che fu luogo di meditazione del grande mistico Padmasambava. Proprio li abbiamo incontrato un monaco piuttosto giovane al quale abbiamo chiesto di aiutarci dandoci una meditazione, semplice, efficace. Pensandoci ora, è stata una richiesta piuttosto esigente e forse anche rischiosa, ma lui è stato chiarissimo e ha esaudito a pieno il nostro desiderio. In realtà non mi ha detto nulla che non mi fosse già stato detto, ma proprio per questo è valsa la pena di arrivare fin li.

BhutanSe penso a quel giovane studente, lo immagino ancora la nel monastero di Tango Goemba, sede della più importante scuola buddista del Bhutan. Lo vedo ancora nella sua piccola e colma stanza colorata, con finestra su boschi e montagne, un’ orizzonte mozza fiato. Lui studia li, dove per arrivarci abbiamo inpiegato due ore a piedi, in una pace assoluta. Lontani dal mondo, gli studenti compiono un iter lungo tre anni prima di poter iniziare a studiare e praticare la meditazione vipassana. Disciplina, controllo, preghiere e studio, innalzare le virtù e annullare il proprio io: un cammino molto lungo. Abbiamo parlato con questo studente, che molto gentilmente ci ha invitato a bere the e biscotti nella sua camera, dopo aver accolto la nostra richiesta di dialogo. Abbiamo parlato della  via del Dharma da lui seguita nella scuola e mentre ci raccontava cosa faceva, non ho avuto il coraggio di dirgli che io, meditavo e praticavo ancor prima di avere alcuna nozione a riguardo.

Bhutan

 

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