Un paese in uno sguardo
Lo Yemen è il regno favoloso dei Sabei, la conturbante Araba felix, terra dell'esotismo più squisito, miraggio e inaccessibile raffinatezza, vagheggiato e temuto. Lo stato attuale è nato dall'unificazione di Yemen del Nord e Yemen del sud nel '90 e occupa l'angolo sud-occidentale della penisola arabica, orlato dal mar Rosso. A livello geografico, è dominato da un'aspra catena montuosa di cui fa parte la cima più alta d'Arabia, lo Jabl an Nabi Shuayb, alto 3760 metri. Per l'abbondanza di piogge i versanti ovest e sud, oggi intensivamente terrazzati, sono lussureggianti di vegetazione, subtropicale sulle pendici più basse. In completo contrasto con questo rigoglio, l'ampia pianura costiera occidentale conosciuta come Tihama, le terre calde, è una distesa arida dove l'evaporazione è così forte che i fiumi non arrivano al mare. Ancora, il paesaggio muta sugli altopiani centrali, che si trovano in media sopra i duemila metri: l'escursione termica diurna è tra le più alte del pianeta. San'a, la capitale, si trova in questa regione dove abbondano le coltivazioni di cereali. Infine, il deserto di Rub‘ al-Khāl, letteralmente il quarto vuoto, è il più grande deserto di sabbia del mondo. Ancora ampiamente inesplorato, è abitato da sparute tribù beduine. Qui si trovano poetiche comunità sufi con cantori e musicisti che elevano nella notte antiche poesie a Allah, in isolate moschee tra le dune.
Dall’altipiano del Tibet a quello dello Yemen, per i mistici tantrici come per i sufi, non c’è differenza tra simbolo e realtà. Il mistico non legge l’arrivo del viaggiatore secondo la logica dell’oggettività degli eventi. Non è raro, incontrando lo yogin tantrico del Tibet, lo sciamano mongolo o il sufi yemenita, avere la sensazione di ritrovare persone note, di essere amici, fratelli, sorelle che si conoscono da sempre.
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