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Letteralmente, i Catari sono gli uomini puri (dal greco Katharos) o Albigesi (dalla città di Albi, una delle roccaforti catare, dove si trovava una nutrita comunità), dimostrazione lampante che l'eresia medioevale, sovente associata alla mancanza di fede, nasce invece dal rifiuto delle gerarchie, spesso corrotte, del clero cattolico e della pletora dell'apparato di corte papale. La critica che il movimento cataro incarnava non poteva, naturalmente, essere né accettata né tollerata dal potere della chiesa che istituì difesa nella forma di una pubblica crociata. A partire dal 1270 papa Innocenzo III inizio così a distinguere le dottrine ortodosse dall'eresia, già bollata come disobbedienza e come delitto di natura pubblica con la bolla Vergentis in senium del 1199.
I Catari professavano una religione dualista, predicavano un'assoluta purezza di vita, un ritorno alla semplicità del Cristo e un solo sacramento, il battesimo. Non avevano gerarchie né strutture e credevano nella reincarnazione: l'anima sarebbe scesa più volte sulla terra e, di vita in vita, seguendo la dottrina del Cristo, avrebbe trovato la liberazione. La chiesa romana era considerata il male, corrotta dalla brama di ricchezza e potere. La salvezza poteva venire solo dalla nuova chiesa dei Catari, tutta spirituale, del resto, senza gerarchia né ortodossia comune, in cui era lasciata all'interiorità del singolo la ricerca della via migliore per adempiere alla dottrina del Cristo. Il successo della religione catara fu molto forte, sia per la libertà che lasciava al singolo che per il rigore morale dei suoi adepti. La purezza d'animo dei Catari aveva anche un risvolto dottrinale che faceva molta presa: significava il ritorno alle origini, alla religione degli apostoli, alla semplicità delle parole di Gesù. La chiesa di Roma, in quest'ottica, appariva responsabile di un intollerabile tradimento. Gli eventi precipitarono in modo irreversibile nel 1208 quando fu ucciso per mano catara uno dei legati pontifici, Pietro di Castelnau. Nel 1209 la crociata promossa da Innocenzo III segnò la fine del catarismo. Le manifestazioni eretiche, però, non cessarono certo di esistere.
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