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Un paese in uno sguardo

Alla ricerca della tradizione autentica, in un Egitto inedito e sconosciuto ai turisti. Cuore dell'esperienza, il mondo dei beduini, da un lato, e il sufismo, dall'altro, accomunati da un destino di sprezzante indifferenza, delle istituzioni e in generale della societ à per il primo, della religione ufficiale per il secondo.
Così, pur se la tradizione vuole che Maometto sia stato allevato da beduini, questi sono da sempre vittime di un pregiudizio che li vuole attaccati alla propria tradizione preislamica e, dunque, musulmani tiepidi e infidi, schiavi della forza delle loro passioni, poco inclini alla continenza e alla pazienza, virtù di un buon fedele all'Islam. Lo stesso termine beduino, in arabo badw, abitante della bādiya, ossia la steppa, sembra connotato negativamente, essendo la steppa e il deserto la trasposizione terrena dell'Inferno islamico caratterizzato, come il Paradiso, in modo molto fisico: se il primo è desertico, il secondo viene raffigurato come una terra coltivata, ricca di vegetazione e fiumi (benché di latte e miele). L'opposizione tra nomadi beduini e popolazioni stanziali dedite all'agricoltura si carica di significati anche sul piano morale e religioso.
Il sufismo, tasawwuf in arabo, la corrente più esoterica e mistica della religione islamica, si è guadagnato l'ostilità di ambienti teologici ufficiali, dando sovente scandalo. Forse, a causa dell'accento posto sull'adesione interiore alla ricerca spirituale, libera da regole e dettami: lo sforzo e l'istruzione sono vani a guadagnare la Via Spirituale, o Tariqat, mezzo attraverso cui le passioni sono purificate fino alla dissoluzione dell'Io individuale. Neppure l'ascetismo e l'astinenza sono sufficienti. Stando agli stessi sufi, il sufismo non è una religione, né un culto o una scuola: è piuttosto una porta aperta, che guarda con simpatia a tutte le religioni se è vero che tutte derivano da un impulso comune, il grido del cuore, la brama dell'anima per Dio.
Così, un Sufi sente la necessità di certe pratiche, salutari dal punto di vista fisico e psicologico e non tenute segrete. Ad esempio, le pratiche di respirazione, incoraggiate per sviluppare la finezza dell'energia del Prana nel respiro, le pratiche di concentrazione che aiutano l'allenamento della mente e ancora pratiche di tipo devozionale, come le preghiere. L'esistenza del mondo, secondo i sufi, sarebbe garantita, in ciascuna generazione, dalla nascita di un maestro dotato della natura di uomo perfetto (qutb), la cui identità può essere svelata solo a quanti abbiano raggiunto lo stato del distacco da sé (fana), della dipendenza da Dio (baqa), e della conoscenza (marifa).

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