Un Paese in uno sguardo
La Bretagna è una grande penisola a nord-ovest della Francia, le cui coste si sfrangiano creando larghi fiordi, che i bretoni chiamano Abers. Annessa al regno di Francia solo a metà del 500, la regione conserva carattere e identità propri che si esprimono in una lingua e in una tradizione molto diverse rispetto al resto del Paese. Discendenti degli antichi celti, i bretoni rivendicano la differenza mantenendo viva la memoria delle loro leggende e della loro storia, molto diversificate anche all'interno della regione stessa. Tra i villaggi celti meglio conservati di Francia v'è senz'altro Locronan (tappa del viaggio, vedi itinerario), dove è stato ritrovato un nemeton. Tipico altare druidico, è un quadrilatero di una decina di chilometri di lato con dodici punti, uno per ogni mese del calendario celtico e dedicato a una divinità. Il nemeton è un luogo eccezionale, dove si realizza l'incontro di terra e cielo, spirito e materia, umano e divino.
Dalla spiritualità celtica a quella cristiana, Le Mont-St.Michel è una roccia che emerge dai flutti. Come una tomba: Monte Tomba è appunto il suo primo nome. Si narra che, tra il V e il VI secolo, le monache se ne servissero come luogo di ritiro ascetico. Vi furono poi edificate due chiese, ma fu Aubert, vescovo di Avranches a decidere, nel 708, dopo che San Michele gli fu apparso in sogno, di farvi un oratorio: il Mont-Tombe diventa Mont-St.Michel-au-Péril-de-la-Mer. Il vescovo vi stabilì una comunità di dodici monaci dediti al culto del santo. La chiesa che sperava di erigervi rimase sulla carta fino all'anno mille quando si inizia a erigere l'abbazia che arriva a accogliere, sul finire del XII secolo, ben 60 monaci. Il monastero gotico è successivo, del XIII secolo, architettura ardita e raffinata, un equilibrio sensazionale di leggerezza, gusto estetico, abilità costruttiva. Adibita a prigione durante la Rivoluzione, nel '66 vi sono tornati i Benedettini. E l'abbazia ha recuperato l'antica bellezza.
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