Egitto


Il mio cuore è divenuto capace di accogliere ogni forma
è un pascolo per le gazzelle,
un convento per i monaci cristiani
è un tempio per gli idoli,
è la Ka’ba del pellegrino
è le tavole della Torah,
è il libro del Sacro Corano.
Io seguo la Religione dell’amore,
quale mai sia la strada
che prende la sua carovana:
questo è mio credo e mia fede.

Galleria Fotografica

La musica dei beduini, gli accampamenti in tenda nel deserto, dove ci si riappropria del silenzio e del buio assoluti, dei purissimi cieli stellati.

Compagno d’eccezione, un maestro Sufi che svelerà un Egitto diverso, fatto di riti e usanze secolari.

 

Un paese in uno sguardo

Alla ricerca della tradizione autentica, in un Egitto inedito e sconosciuto ai turisti. Cuore dell’esperienza, il mondo dei beduini, da un lato, e il sufismo, dall’altro, accomunati da un destino di sprezzante indifferenza, delle istituzioni e in generale della societ à per il primo, della religione ufficiale per il secondo.
Così, pur se la tradizione vuole che Maometto sia stato allevato da beduini, questi sono da sempre vittime di un pregiudizio che li vuole attaccati alla propria tradizione preislamica e, dunque, musulmani tiepidi e infidi, schiavi della forza delle loro passioni, poco inclini alla continenza e alla pazienza, virtù di un buon fedele all’Islam. Lo stesso termine beduino, in arabo badw, abitante della bādiya, ossia la steppa, sembra connotato negativamente, essendo la steppa e il deserto la trasposizione terrena dell’Inferno islamico caratterizzato, come il Paradiso, in modo molto fisico: se il primo è desertico, il secondo viene raffigurato come una terra coltivata, ricca di vegetazione e fiumi (benché di latte e miele). L’opposizione tra nomadi beduini e popolazioni stanziali dedite all’agricoltura si carica di significati anche sul piano morale e religioso.
Il sufismo, tasawwuf in arabo, la corrente più esoterica e mistica della religione islamica, si è guadagnato l’ostilità di ambienti teologici ufficiali, dando sovente scandalo. Forse, a causa dell’accento posto sull’adesione interiore alla ricerca spirituale, libera da regole e dettami: lo sforzo e l’istruzione sono vani a guadagnare la Via Spirituale, o Tariqat, mezzo attraverso cui le passioni sono purificate fino alla dissoluzione dell’Io individuale. Neppure l’ascetismo e l’astinenza sono sufficienti. Stando agli stessi sufi, il sufismo non è una religione, né un culto o una scuola: è piuttosto una porta aperta, che guarda con simpatia a tutte le religioni se è vero che tutte derivano da un impulso comune, il grido del cuore, la brama dell’anima per Dio.
Così, un Sufi sente la necessità di certe pratiche, salutari dal punto di vista fisico e psicologico e non tenute segrete. Ad esempio, le pratiche di respirazione, incoraggiate per sviluppare la finezza dell’energia del Prana nel respiro, le pratiche di concentrazione che aiutano l’allenamento della mente e ancora pratiche di tipo devozionale, come le preghiere. L’esistenza del mondo, secondo i sufi, sarebbe garantita, in ciascuna generazione, dalla nascita di un maestro dotato della natura di uomo perfetto (qutb), la cui identità può essere svelata solo a quanti abbiano raggiunto lo stato del distacco da sé (fana), della dipendenza da Dio (baqa), e della conoscenza (marifa).

ITINERARIO: “In Cerchio con i Sufi e i Fuochi dei Beduini”

Dal Cairo, dopo una cena sul Nilo e una visita alle piramidi e alla sfinge, ci sposteremo nel deserto. El Hadra è il nome delle danze sufi dei dervisci, eseguite separatamente da gruppi di uomini e donne. Le donne, nella trance, si uniscono agli spiriti e i loro corpi prendono a vibrare in modo
convulso. Gli uomini ricevono gli insegnamenti e cantano finché le parole diventano un unico, potente respiro selvaggio. Ci sposteremo di oasi in oasi, su percorsi fuori dei circuiti turistici, ognuna con la sua storia, la popolazione
sorprendente, misteri e leggende da raccontare, le mummie, romane o egizie. Ci faremo stregare dalla musica e balleremo davanti al fuoco, dormiremo in tenda, sotto il cielo stellato, e attraverseremo il deserto infuocato di giorno e accogliente di notte.
Due sono gli itinerari proposti, uno di otto giorni, l’altro di dodici.


EGITTO 8 GIORNI

1° GIORNO, VOLO PER IL CAIRO – IL CAIRO
Dopo la visita notturna alla grande piramide, ci rilasseremo in tenda vicino alle piramidi prima di rientrare in hotel con vista sulle piramidi.
2° GIORNO, IL CAIRO – BAHARIYA
Lasceremo Il Cairo alla volta dell’oasi di Fayuum. Saremo quindi nella magica Wadi El Haitan, la Valle delle Balene, e in quelle di Acacia e di Wadi El Raiyan, faremo tappa alla sorgente di Beir El Raitan e alle cascate di Shalalat. Nel pomeriggio ci muoveremo verso bahariya, dove passeremo la notte.
3° GIORNO, BAHARIYA – AL HARA – GROTTA DI GARA
Partenza per l’oasi di Al Hara e da qui alla grotta di Gara. Pernottamento in campo tendato nei pressi della grotta.
4° GIORNO, GROTTA DI GARA – ABOUMOHAREK
Faremo colazione nel deserto prima di partire verso la Montagna di Cristallo dove faremo tappa. In serata raggiungeremo le dune di sabbia e, lungo la strada, attraverseremo il Deserto Nero, le dune di sabbia di Agabat e ci fermeremo alla Sorgente Magica. Dopo la cena preparata nel deserto,
dormiremo sotto un cielo trapunto di stelle… cadenti.
5° GIORNO, ABOU MOHAREK – EL QASR – GRANDE DESERTO DI SABBIA
Dopo la colazione nel deserto, attraverseremo il deserto bianco visitando Beir Al Dakar, la Valle di Abou Hawas, il villaggio di El Qasr nell’oasi di Farafra. Passeremo la notte nel Grande Deserto di Sabbia.
6° GIORNO, GRANDE DESERTO DI SABBIA – DAKHLA
Viaggeremo fino a Dakhla. Lungo il percorso, visiteremo le tombe di El-Muzawaka, di età romana, El-Qasr, cittadella medievale costruita sui resti di un villaggio romano, il villaggio di Al Balat e al tempio di Deir El Hagan.
7° GIORNO, DAKHLA – KHARGA
Andremo in auto fino a Kharga. Sulla strada, faremo tappa alla necropoli di Al-Bagawat, cimitero cristiano con centinaia di tombe di mattoni di fango che raffigurano scene bibliche, all’oasi di Om El Dabadeb e quella di Labakha e,
infine, al Tempio di Ibis, costruito dall’imperatore persiano Dario I nel VI secolo a.C..
8° GIORNO, KHARGA – LUXOR – RIENTRO
Ci sposteremo in auto fino a Luxor da dove ripartiremo per il volo di rientro.


EGITTO 12 GIORNI

1° GIORNO, VOLO PER IL CAIRO – IL CAIRO
Dopo la visita notturna alla grande piramide, ci rilasseremo in tenda vicino alle piramidi prima di rientrare in hotel con vista sulle piramidi.
2° GIORNO, IL CAIRO – EL ALEMEIN
Lasceremo Il Cairo alla volta dell’oasi di Fayuum. Saremo quindi nella magica Wadi El Haitan, la Valle delle Balene, e in quelle di Acacia e di Wadi El Raiyan, faremo tappa alla sorgente di Beir El Raitan e alle cascate di Shalalat. Nel pomeriggio viaggeremo verso nord e passeremo la notte nel deserto sulla via per El Alemein.
3° GIORNO, EL ALAMEIN – MARSAH MATRUH
Dopo la colazione nel deserto, giungeremo a El Alamein, dove visiteremo il museo memoriale della Seconda Guerra Mondiale e i cimiteri italiano e del Commonwealth. Nel pomeriggio arriveremo a Marsah Matruh, sulla costa nordoccidentale del Paese.
4° GIORNO, MARSAH MATRUH – SIWA
Attraverseremo il deserto fino all’oasi di Siwa. Celebre per i suoi laghi salati, l’oasi è ricca anche di acqua dolce, che sgorga da più di trecento sorgenti sparse tra palmeti, oliveti e giardini. La più conosciuta è Ain el-Hammam, il bagno di Cleopatra, dove, secondo la tradizione, si bagnava la bella regina egiziana. Visiteremo i templi di Amun Ra e Alessandro il Grande. Quindi, ci recheremo a Gebel al Matwa, la cosidetta montagna dei morti, una vasta necropoli di epoca romana. Ci sposteremo a Gebel Dakrur, la montagna da cui si domina tutta l’oasi e ci godremo il tramonto sotto le palme sull’isola di Fatna.
5° GIORNO, SIWA – BEIR WAHID – SIWA
Visiteremo le sorgenti naturali di Abou Sharouf e l’antica fabbrica di olive. Ci sposteremo verso Beir Wahid per ammirare il tramonto immerso nelle acque sorgive circondate da dune di sabbia.
6° GIORNO, SIWA – BAHARIYA
Di prima mattina partiremo alla volta di Bahariya. Lungo la strada, sosta per ammirare le dune di sabbia di Sutra e il lago salato.
7° GIORNO, BAHARIYA – AL HARA – GROTTA DI GARA
Partenza per l’oasi di Al Hara e da qui alla grotta di Gara. Pernottamento in campo tendato nei pressi della grotta.
8° GIORNO, GROTTA DI GARA – ABOU MOHAREK
Faremo colazione nel deserto prima di partire verso la Montagna di Cristallo dove faremo tappa. In serata raggiungeremo le dune di sabbia e, lungo la strada, attraverseremo il Deserto Nero, le dune di sabbia di Agabat e ci fermeremo alla Sorgente Magica. Dopo la cena preparata nel deserto,
dormiremo sotto un cielo trapunto di stelle… cadenti.
9° GIORNO, ABOU MOHAREK – EL QASR – GRANDE DESERTO DI SABBIA
Dopo la colazione nel deserto, attraverseremo il deserto bianco visitando Beir Al Dakar, la Valle di Abou Hawas, il villaggio di El Qasr nell’oasi di Farafra. Passeremo la notte nel Grande Deserto di Sabbia.
10° GIORNO, GRANDE DESERTO DI SABBIA – DAKHLA
Viaggeremo fino a Dakhla. Lungo il percorso, visiteremo le tombe di El-Muzawaka, di età romana, El-Qasr, cittadella medievale costruita sui resti di un villaggio romano, il villaggio di Al Balat e al tempio di Deir El Hagan.
11° GIORNO, DAKHLA – KHARGA
Andremo in auto fino a Kharga. Sulla strada, faremo tappa alla necropoli di Al-Bagawat, cimitero cristiano con centinaia di tombe di mattoni di fango che raffigurano scene bibliche, all’oasi di Om El Dabadeb e quella di Labakha e,
infine, al Tempio di Ibis, costruito dall’imperatore persiano Dario I nel VI secolo a.C..
12° GIORNO, KHARGA – LUXOR – RIENTRO
Ci sposteremo in auto fino a Luxor. Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.

È prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.