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India

Viaggio nel Mistero di Antiche Conoscenze

Che tutto in te sia gioia, questa è la tua meta.

L’India è pervasa dal richiamo di una spiritualità arcaica, un anelito al ritorno dell’individuo nel ventre della Grande Madre, una re-integrazione consapevole, che vede gli opposti come aspetti distinti ma non separati, tanto che ogni parte può pienamente godere dell’unione con l’altra: la felicità è il grande sogno della spiritualità naturale.
Piena felicità appagante, espressa nell’atto erotico che unisce gli opposti. La felicità dell’unione era il sogno dell’umanità preistorica che abitava la valle dell’Indo cinque, seimila anni prima di Cristo e, grazie a filosofie spirituali come lo yoga e il tantrismo, questo sogno è intensamente vissuto dagli iniziati anche ai nostri giorni.
Alla ricerca della felicità, della realizzazione, del risveglio o della pienezza… molti occidentali sono giunti in India, alcuni con gran clamore, come i Beatles, altri nella solitudine della ricerca personale.
Felicità e immortalità, che sono unione nello yoga e libertà nel tantrismo, in India sono promesse dalla spiritualità naturale, dalla Grande Madre, in questa vita, non altrove: non vi è metafisica nel tantrismo, perciò la divinità è femmina, è natura, è Madre.
Molto più che un insieme di posizioni del corpo e una ginnastica tesa a ottenere il rilassamento e il benessere psicofisico, come spesso lo si ritiene in occidente, lo yoga costituisce in India, un compiuto sistema filosofico e pratico per portare l’uomo a superare se stesso fino ad unirsi all’essenza divina.
L’etimologia della parola yoga è la radice sanscrita yuj, che significa unione o vincolo: così, lo yoga indica l’insieme delle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell’anima con la natura divina, l’unione del sé individuale con il Tutto che lo trascende. Tutti i mezzi dello yoga, le asana (posture del corpo), il pranayama (controllo del respiro), le tecniche di meditazione, i precetti morali e l’indagine filosofica mirano a far sì che l’uomo, rinunciando agli attaccamenti e allargando il proprio piccolo io, possa congiungersi al Sé Universale.
Le vie e i sistemi dello yoga sviluppatesi in India nel corso dei millenni sono numerosi e diversificati, dallo yoga classico di Patanjali, complesso sistema codificato e graduale, al Bhakti yoga, lo yoga dell’amore o la via del misticismo, al Jnana Yoga, lo Yoga della conoscenza, che privilegia la ricerca mentale e la speculazione filosofica, al Karma Yoga, la via dell’azione disinteressata, fino a giungere in tempi recenti allo yoga integrale del filosofo e yogin Sri Aurobindo, profonda sintesi di tutte le vie precedenti e definito da Aurobindo stesso lo yoga della perfezione.
Il suo scopo, infatti, non è, come per alcuni sistemi precedenti, l’annullamento di sé e il ritiro dal mondo ma la ricerca della perfezione di sé come veicolo della divinità nel mondo.

Un Paese in uno sguardo

Terra di intensa capacità spirituale, l’India ha ispirato il mondo per secoli. Ultimamente, però, il popolo indiano pare aver perso il contatto con la sorgente della propria forza spirituale e sembra essere divenuto ricettivo a forme di yoga e di spiritualità riviste e rielaborate dalla new-age occidentale.
L’indiano moderno re-importa la spiritualità originaria dell’India in forme rivisitate dalla grande macchina commerciale dell’Occidente.
Per contro, i cosiddetti indiani nazionalisti, tentano di tenere fuori dalle proprie vite tutto ciò che ha sapore di Occidente. Ma il mercato e la globalizzazione, e non solo le antiche divinità indù, hanno braccia e teste assai numerose…
Accanto ai cosiddetti fenomeni di massa, però, l’India resta attraversata dai suoi iniziati: i sadu, gli asceti eremiti, gli yogin erranti, i poeti vagabondi e i tantrici avvolti dal mistero: uomini e donne che non si arrendono all’omologazione, i frutti selvatici, con spine così irte che nessuno può cogliere e tagliare.