1 °e 2° GIORNO: YANGON E MANDALAY
Arriveremo a Yangon, La Capitale del Myanmar con l’aeroporto internazionale, fondata nel 1755 dal Re Alanungpaya con il nome di Dagon, poi rinominata Yagon che significa “la fine dei conflitti”. Annessa nel 1851 dai Britannici ha cambiato il suo nome in Rangoon.
La città è grande, abbastanza caotica e rumorosa ma con i suoi meravigliosi tempi Buddisiti, mercati all’aperto, parchi ombrosi e bellissimi parchi, Yangon è stata definita come ” Il giardino dell’ Est”.
A Yangon non si può perdere una lunga visita alla meravigliosa e luccicante Shwedagon Paya, il Tempio più bello e più famoso di tutto il Myanmar. Lo stupa centrale sormontato da una grande cupola dorata arriva ad una altezza di 98 mt. Secondo la leggenda la Pagoda ha circa 2.500 anni ma più probabilmente fu costruita 1.000 o al massimo 1.500 anni fa. Nel Tempio ci sono numerose costruzioni che circondano lo stupa centrale; l’insieme di costruzioni decorate e dipinte è di grande effetto come l’atmosfera che regna all’interno di questa e tante altre Pagode.
Altri tempi minori valgono la visita insieme al coloratissimo mercato generale (Zei) di Bogyoke Aung San dove potrete trovare tutto l’artigianato nazionale.
Dopo la magia delle pagode, dei budo e dei maestri di meditazione dell’ affascinate capitale e trasferimento a Mandalay.
Centro moderno del Buddismo, delle arti e dell’artigianato, antica città reale Mandalay si trova a circa 700 km a nord di Yangon; fu dalla fine del 1.800 per volere di Re Mindon Min capitale della Nazione prima del periodo coloniale inglese.
Mandalay è ritenuta la capitale culturale del Paese ricca di templi e pagode. Nel centro della città sorge una collina (Mandalay Hill) che dall’alto dei suoi 236 mt di altezza offre un bel panorama spettacolare sulla città. La collina è considerata sacra; è possibile accedere salendo a piedi nudi per un percorso quasi iniziatico fatto di gradini, terrazze e templi.
3° GIORNO: MINGUN
Villaggio di case di bambù posto sul fiume Ayeyarwady, sospeso come un sogno. I barcaioli sulle loro lance scivolano sull’acqua, faticosamente trainati dallo loro mogli che camminano sulla sponda con una lunga corda legata alla vita.
Qui si puo’ visitare la campana più grande del mondo e una pagoda incompiuta che, se ultimata, sarebbe anch’essa la più grande al mondo.
Ritornati a MANDALAY, ammireremo la città infuocata al tramonto dalla collina Mandalay, 236 metri e 1729 scalini, da cui si gode una vista splendida che si estende alla campagna circostante.
4° GIORNO: AMARAPURA, AVA E SAGAING
Un paesaggio meraviglioso alla confluenza di due fiumi, alla scoperta delle antiche capitali nei dintorny di Mandalay.
Amarapura, dove nel monastero di Mahagandaryon, potremo assistere ad alcuni momenti di vita monastica.
Passaggio sul ponte U Bein, lungo oltre 1 Km costruito in legno di tek sul lago Taungthaman, importantissimo per il transito locale.
Ava, per quasi 400 anni capitale di vari regni birmani, ora piccolo villaggio di rara bellezza ospita il suggestivo Monastero di Bargayar realizzato circa 200 anni fa in legno di tek, uno tra i piu’ interessanti e meglio preservati di tutto il paese insieme al monastero di Maenu Ok Kyaung.
Continueremo poi alla scoperta di Sagaing attraversando la tipica campagna birmana con paesaggi molto gradevoli.
5° GIORNO: KYAINGETONG con volo interno
Una piacevole tappa presso questa cittadina dove uomini e donne delle tribù si incontrano per scambiare merci.
6° GIORNO: PINTAUK
7° GIORNO: VILLAGGI TRIBALI
Camminando in un paesaggio che alterna deliziosamente verdi tappeti di risaie a lussureggianti foreste tropicali, ci recheremo presso le tribù Akha e Enn. Gli Enn sono stati soprannominati come la tribù dai denti neri. Arroccati sui pendii più alte, sono differenti per costumi e credenze dalle tribù dei dintorni.
8° GIORNO: VOLO PER HEHO
Da cui raggiungeremo il fantastico lago Inle.
9° GIORN: LAGO INLE
E’ tutto dedicato al lago Inle, la cosiddetta Venezia birmana, dove la gente rema con i piedi, vive in palafitte e gli isolotti galleggianti sono fazzoletti colorati per le tante varietà di verdura.
10°-11° GIORNO: Volo di rientro.
È prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.






