Bhutan

Il regno del drago tonante

Raggiungi il lago del puro piacere
dove i pesci dagli occhi dorati dell’acuta percezione si moltiplicano,
dove gli uccellini apprendono a volare,
e tutto è imperturbabile rilassamento,
al di là di ogni limite.

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ITINERARIO:

“Alla fine dell’Arcobaleno”

Il piccolo regno del Bhutan è l’unico al mondo dove il buddhismo tantrico Drupa Kagyu, vicino alla antica religione di natura e ai riti sciamanici, è religione ufficiale. Qui la pratica dello yoga tantrico e la meditazione solitaria sono state impartite dai grandi yogin tantrici, da Naropa a Marpa al poeta mistico Milarepa. La liberazione si raggiunge in una sola vita attraverso i Sei Yoga di Naropa: lo Yoga del Calore, lo Yoga del Corpo Illusorio, lo Yoga del Sogno, lo Yoga della Luce, lo Yoga del Bardo, lo Yoga della Trasformazione.
Divinità nazionale, poi, e protettrice del Bhutan, è Mahakala, la Grande Kali, la Grande Madre, divinità tantrica per eccellenza la quale rappresenta la forza in tutti i suoi aspetti. Assisteremo agli tsechu, le danze dei monaci e dei maghi tantrici in onore dei grandi maestri, celebrate negli dzong, i monasteri-fortezza, collocati tipicamente in cima alle colline o alla confluenza dei fiumi, centri amministrativi oltre che religiosi, nei villaggi, negli chorten o stupa, piccoli santuari sperduti tra la rigogliosissima vegetazione delle valli.
Uno dei santi più venerati in Bhutan è il lama Drukpa Kunliley detto il Folle divino. Convinto che le istituzioni, religiose e laiche, fossero i maggiori ostacoli al risveglio dell’uomo, ne predicava la dissacrazione attraverso l’erotismo e l’ebbrezza, vie efficaci all’agnizione spirituale. Il cuore del metodo era tenuto segreto e tramandato a pochissimi, per evitare che, divulgato ai più, venisse frainteso. Incontreremo inoltre, un alto Lama e assisteremo alla Mahakala Puja, un rituale tantrico di grande potere.

Terra di immensi tesori spirituali, il Bhutan è, per chi desidera conoscerlo davvero, una scoperta straordinaria.

Un Paese in uno sguardo
Il Regno del Bhutan è una piccola nazione montuosa alle pendici meridionali dell’Himalaya, tra India e Cina, vicino al Tibet. I bhutanesi chiamano il proprio Paese Druk Tsendhen, Regno del Drago Tonante. Il tuono è il ruggito del drago cinese, animale magico effigiato sulla bandiera nazionale.
Mettere piede qui è un tuffo in un passato mitologico, senza tempo.
La capitale Thimpu, amena cittadina di cinquantamila abitanti, è l’unica al mondo senza alcun semaforo e i cellulari sono arrivati solo nel 2003.
Le molte bey-yul, valli sperdute, conservano tradizioni e culture remote. Secondo la leggenda alcune, come la valle di Tang, sono state isolate dal resto del mondo dalla maestra tantrica Yeshe Tsogyel, la Danzatrice del Cielo, perché non perdessero il loro carattere di baluardo della saggezza umana.

Oggi siede sul trono il quinto discendente della dinastia monarchica, Jigme Khesar Namgyal Wangchuck, detto, Druk Gyalpo (Re Drago) Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, salito al trono nel 2006 dopo l’abdicazione del padre, omonimo, e del nonno, re Jigme Singye Wangchuck, che, nel ’74, aveva aperto le frontiere ai turisti e soprattutto aveva inaugurato come principio guida dello sviluppo del Paese, la Felicità Interna Lorda o GNH, dalle iniziali inglesi di Gross National Happiness.
Il GNH riconosce che la felicità può essere realizzata come un traguardo sociale, essa non può essere conseguita come obiettivo personale, come fosse una merce. La felicità non può venir distribuita agli individui come una merce o un servizio. Tuttavia essa è troppo importante perché venga lasciata al puro sforzo e alla ricerca individuale, senza un impegno collettivo o di governo. Nelle società comuni, a mezzo dell’apprendimento culturale, dell’educazione, dell’insegnamento psicologico, molti sforzi vengono profusi per far sì che le persone cerchino la libertà partendo da una attitudine che nega loro la felicità. Portare alla luce ciò che assilla l’uomo, scoprire ciò che inganna la sua vera natura e rivelare il suo Sé interiore, è un compito assai più elevato che domare la natura e conquistare il mondo esterno.

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