The Immortal Spirit, trekking nel Regno del Mustang, l’ultimo Tibet.


The Immortal Spirit, trekking nel Regno del Mustang, l’ultimo Tibet.

16-31 LUGLIO 2011

7-21 AGOSTO 2011

Un trekking nella storia,
un viaggio alla scoperta della cultura tibetana prima dell’occupazione cinese,
un cammino ispirato attraverso paesaggi lunari.

Circondato dal Tibet su tre lati e governato da una famiglia reale tibetana, il Mustang – un regno all’inerno di un altro regno – sopravvive come uno degli ultimi reami dell’antico Tibet, sebbene nominalmente sia parte del Nepal.
Miracolosamente rimasto autonomo fino ai giorni nostri, il Regno del Mustang conserva e tramanda la tradizione e la cultura dell’antico Tibet. Infatti il Mustang è molto più simile al Tibet, come esso era primo dell’occupazione cinese, di quanto non lo sia il Tibet stesso.
Nel 1950 il Nepal si aprì al turismo, ma il Mustang rimase chiuso ai turisti fino al 1992 e ancora oggi la possibilità di raggiungerlo rimane limitata. Infatti l’accesso ai territori del regno è ristretto e regolato da  una precisa normativa.
Paradossalmente il Mustang fu una terra abbondantemente attraversata da traffici commerciali in passato. Le sue antiche rotte commerciali hanno più di 1.000 anni.
Nel Mustang, come in tutto l’altipiano del Tibet, la natura rude e austera presenta al viaggiatore ampi paesaggi privi di alberi dove l’attenzione non può essere catturata da nulla in particolare… allora la mente contempla l’insieme del tutto.
In tenpi lontani come ai giorni nostri chi viaggi per il Mustang non può evitare di essere fortemente richiamato alla spiritualità.

Il Mustang è aperto ai visitatori da Marzo a Dicembre. L’accesso è ristretto da normative di legge e tutte le spedizioni di trekking devono essere accompagnate da una guida in possesso di licenza governativa.

Nepal e Mustang

ITINERARIO

Tutti i trekking sono con accompagnatore/guida locale provvista di legale autorizzazione (necessaria secondo le norme di restrizione del turismo vigenti nel Mustang) e portatori. I trasferimenti vengono effettuati con fuoristrada privati. Trasporto con elicottero in caso di malessere.

1° GIORNO: ARRIVO A KATHMANDU e sistemazione in albergo.
Capitale del Nepal, Kathmandu è la più grande città del Paese, con una popolazione di oltre 950.000 abitanti nella sola area urbana. E’ situata nel Nepal centrale nella valle omonima, a quota 1.355 m, ed è bagnata da due dei fiumi più sacri agli indù, il Bagmati e il Vishnumati. Kathmandu non può essere definita una “grande” città rispetto ad altre capitali asiatiche, ma le cose da vedere sono davvero molte. Vi si respira un’atmosfera ricca di magia, frutto di secoli di storia, arte e spiritualità. Il centro storico è stato dichiarato dall’ UNESCO patrimonio dell’umanità e risale in gran parte al XVII secolo (epoca della dinastia Malla). Si snoda attorno alla celebre Durbar Square, dove si trovano numerosi templi e palazzi e si affaccia la casa della Kumari Devi, la dèa vivente.

2° GIORNO: volo per Pokhara e visita della città.
Pokhara è la seconda città del Nepal per numero di abitanti, calcolati in circa 200.000 unità solo nella area metropolitana. È la destinazione più nota del Nepal, dopo Kathmandu. La valle di Pokhara è una terra di straordinaria bellezza naturale, con le sue montagne, con i picchi mozzafiato delle catene del Machapuchr e e dell’Annapurna, tutti oltre gli 8000, con il fiume Seti e i suoi affluenti che hanno scavato impressionanti canyon nel suolo della valle, con il lago Phewa e la sua impressionante cascata nella quale l’acqua del lago precipita in una buca e sparisce; è davvero un paradiso terrestre.

3° GIORNO: volo per Jomson e trekking in leggera salita fino a Kagbeni (2.800m).
Jomson è la porta sul regno del Mustang, qui si fa la prima conoscenza con il popolo tibetano e con i poni del Mustang che spesso vengono usati nei trekking. Kagbeni è uno stupendo villaggio in pietra che catapulta il visitatore in una atmosfera fuori dal tempo. Provenendo da Jomson, la prima visione di Kagbeni è mozzafiato.
Durata del trekking 3 ore e mezza circa. Soste per il pranzo e per il té in una Tea House. Cena in lodge (alberghetto) da dove è possibile ammirare il Monte Nilgiri e Dhawalagiri.

4° GIORNO: dopo colazione, trekking in leggera salita fino a Muktinath ( 3800m).
Muktinath è un luogo sacro sia per gli indù che per I buddhisti. È un luogo di meditazione per gli yogin tantrici indù e buddisti ed è uno splendido esempio della presenza nel mondo di uno spirito religioso naturale che sa andare oltre le divisioni create dalle religioni sociali. Muktinath è uno dei 24 posti considerati “luoghi di potere” nella filosofia tantrica. È abitato dalle Dakini, le “Danzatrici del Cielo, divinità femminili, fonte di ispirazione per gli uomini. Si trova ai piedi del passo di Thorong La che fa parte della catena dell’Himalaya. Gli indù chiamano questo luogo Mukti Kshetra che significa “luogo della salvezza”, i buddhisti lo chiamano “Chuming Gyatsa che in tibetano significa “cento acque”. Non è raro incontrare, sulla via per Muktinath, intere famiglie e carovane di pellegrini indiani o tibetani che raggiungono il luogo sacro con l’aiuto dei pony. A Muktinath vi è un piccolo santuario che è considerato uno dei santuari più sacri al mondo sia da indù che da buddhisti. Nel santuario vi è una statua del dio Vishnu grande quanto un uomo, le cerimonie religiose sono celebrate da monache. La tradizione buddhista vuole che in questo luogo si fosse fermato a meditare Guru Padamasambhava, colui che portô il buddhismo dall’India al Tibet, considerato dai buddhisti tibetani come il secondo Buddha storico.
Durata del trekking 4 ore circa. Soste per il pranzo e per il té una Tea House. Cena e prima colazione del giorno successivo in lodge.

5° GIORNO: trekking in discesa verso Kagbeni e poi verso il pittoresco villaggio di Marpha, assai famoso per i suoi giardini di mele verdi. Abitato in gran parte da genti di etnia Thakali, un tempo impegnate nel commercio del sale proveniente dai grandi bacini di acqua salata degli altipiani himalayani.
Durata del trekking 6 ore. Soste per il pranzo e per il té in una Tea House. Cena e prima colazione del giorno successivo in lodge.

6° GIORNO: trekking in discesa verso Ghasa (2010m), villaggio caldo, accogliente e verdissimo, sullo sfondo degli alti picco coperti dalle nevi perenni.
Soste per il pranzo e per il té in una Tea House. Cena e prima colazione del giorno successivo in lodge.

7° GIORNO: Trekking in discesa verso Tatopani ( 1190m) dove, se il tempo lo permette, è possibile nuotare nelle sorgenti di acqua calda. Il nome tatopani significa acqua calda

Soste per il pranzo e per il té in una Tea House. Cena e prima colazione del giorno successivo in lodge.

8° GIORNO: trekking in salita verso font-weight: Ghorepani ( 2750m), con la sua vista magnifica dell’Annapurna e il suo campo base. Il punto più alto dell’Annapurna raggiunge gli 8.092 metri, in sanscrito Annapurna è il nome della dèa dell’Abbondanza.
Camminata di otto ore. Soste per il pranzo e per il té in una Tea House. Cena in lodge.

9° GIORNO: sveglia di primo mattino e salita sulla collina chiamata Poonhill ( 3193m) da dove è possibile assistere allo spettacolo del sorgere del sole da dietro le alte montagne delle catene del Machapuchre dell’Annapurna, del Sud Annapurna, del Hiunchuli, del Dhaulagiri. Discesa a Ghorepani dove faremo colazione, quindi camminata in discesa fino a Thrkheduhunge.
Trekking di sei ore. Soste per il pranzo e per il té in una Tea House. Cena e prima colazione del giorno successivo in lodge.

10° GIORNO: Trekking in discesa fino a Nayapul (1070m). Poi trasferimento in auto a Pokhara (42km). Pranzo lungo il percorso e cena a Pokhara.

11° GIORNO: dopo colazione, visita di Pokhara in barca. Pranzo e cena in città.

12° GIORNO: dopo colazione, volo per Kathmandu. Visita della città. Pranzo e cena in città.

13° GIORNO: visita dei monasteri, colloqui con i lama buddisti e bonpo.

14° GIORNO: visita della meravigliosa Kathmandu di Pashumatinath e di Patan.
Pashupatinath è un luogo magnifico da ammirare all’alba. E’ un piccolo villaggio situato a 5 km da Kathmandu sulle rive del fiume Bagmati. Per i devoti di Shiva è uno tra i siti più sacri dell’Asia e luogo di pellegrinaggio per eccellenza in Nepal. Qui, sulle sponde del fiume, ogni mattina vengono bruciati i cadaveri dei defunti, le cui ceneri sono poi consegnate alle acque. Per questo Pashupatinath è anche chiamato la “piccola Varanasi”. Come la città indiana, infatti, è luogo di funerali e cremazioni. Entrambi, il villaggio di Pashupatinath e l’antichissima città di Varanasi (oggi Benares), sono siti dedicati alla forma più antica, preistorica del dio Shiva. Molto prima di essere venerato come dio della Trimurti, la Trinità dell’induismo, Shiva era appartenuto a una umanità protostorica, fiorita sulle rive del fiume Indo presumibilmente a partire da 5.000 anni prima di Cristo. A una simile remotissima data, in effetti, risalgono alcune incisioni raffiguranti un proto-Shiva itifallico, cornuto, assiso in postura yoga, rinvenute nella valle dell’Indo. Ma allora Shiva era altresì detto Rudra, il dio del tempo e delle lacrime, il Beato Tremendo. Era, invero, la divinità di natura, il ruggito della Madre, che è tempo e morte per tutte le creature viventi. Ma questa morte è, in verità, un finire per rinascere, un distruggere per ricostruire. Per i devoti di Shiva, ancora oggi, la morte è una purificazione che prelude ad una più grande rinascita. Bellissimi anche i tempi e le pagote di Pashupatinath. Meravigliose le arcate del tempio dedicato a Sati Devi, la sposa di Shiva. In questo tempio, dedicato alla dèa, fino al secolo scorso venivano praticati sacrifici umani. Il tempio principale del villaggio è quello in cui Shiva Pashupatinat, il Signore degli Animali, è venerato sotto l’aspetto di lingam (il fallo, il principio maschile cosmico). Un tetto ricoperto d’oro, quattro porte d’argento e intarsi finissimi decorano il tempio principale che ha la forma di una pagoda e nel cui “santo dei santi”nessuno può entrare, ad eccezione dei Bhatta, una casta di sacerdoti provenienti dal sud dell’India.

Patan anche conosciuta come Lalitpur, è considerata la più antica e bella tra le città reali nella valle di Kathamandu, l’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità.

15° GIORNO: volo di rientro.


Per informazioni:

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