El Camino del Bajo Guadalentín


Tra spiagge, vulcani, montagne, acque e leggende

dal 17 al 24 aprile 2011.

Il sentiero de Las Brujas

 

Uno splendido trekking nella Spagna Magica con sessioni di Yoga e Tecniche Energetiche, un’occasione unica per fare uno stupendo viaggio, visitare luoghi meravigliosi e tornare perfettamente in forma e rigenerati!

 

Tour Leader: Selene Calloni Williams


 

 

 

Dalla costa a Caravaca per la Sierra Espuña, attraverso i boschi del nord-est

Dalla costa a Caravaca per la Sierra Espuña, attraverso i boschi del nord-est

La Regione di Murcia e Caravaca de la Cruz

Camino del bajo Guadalentín (GR 252), Región de Murcia, Spain

Durata:  8 giorni –  Tipo di trekking: piacevole. Media km per tappa: 28. Media ore di camminata al giorno: 5-6 ( si parte presto si arriva nel pomeriggio).

Viaggio e tappe:

  • Arrivo a Alicante in aereo, pernottamento in Cartagena (o Mazarrón)
  • Inizio cammino a piedi: Mazarrón – Totana
  • Totana – El Berro
  • El Berro – Casa Nuevas
  • Casas Nuevas – Bullas
  • Bullas – Caravaca de la Cruz (pernottamento)
  • Visita di Caravaca e della Fuente del Marqués
  • Ritorno in aereo da Alicante

 

 

Clima: nelle date scelte il clima è ideale, non fa né troppo caldo né troppo freddo, abbiamo luce fino al tardo pomeriggio, sono i periodi ideali per stare nella natura (piove molto raramente).

Spostamenti: aereo da e per Orio al Serio (Bergamo) –  Alicante. Da aeroporto Alicante ad Alicante centro, bus di linea. Treno da Alicante a Cartagena (2h15 di viaggio). Cartagena a Mazarro (circa 20 km) bus di linea. Arrivo in albergo a Mazarron verso le 23 circa, con arrivo ad Alicante verso le 17.

Quota di partecipazione: 1.457.00 per persona. La quota comprende: il volo areo da e per Alicante/Orio al Serio (BG), spostamenti in bus di lienea e treno, 7 notti in alberghi e BB dislocati sul cammino con prima colazione inclusa, pranzi e cene al sacco, assicurazione annullamento, guida parlante italiano, sessioni quotidiane di yoga e di tecniche energetiche.

 

Prima tappa: Mazarrón – Totana (35 km)

mazaron_architettura_sacra

Dalla chiesa di San Andrés di Mazarrón parte il rinomato Camino del Bajo Guadalaentín, ed attraversando il pueblo nelle immediate vicinanze incontriamo la prima ex-miniera della zona. La chiesa é del XVI secolo e di stile barocco oltre che un raro esempio della tipica arte spagnola “mudejar”: é patrimonio monumentale nazionale. Mazarrón inoltre possiede numerose spiagge e cale che offrono molti spazi aperti e poco affollati (ben 36 di cui la metá completamente disabitate e selvaggie), un mueso archeologico di importanza nazionale e la possibilitá di escursioni in barca per avvistare i numerosi cetacei del litorale.

Il cammino prosegue sulla Via Verde di Mazarrón – La Pinilla entrando nella Sierra del Algarrobo, un ambiente che ospita molte speci protette come l’aquila reale, il gufo reale, il falco pellegrino e la tartaruga mora. Le falesie del Algarobo si alzano dritte ed imponenti sopra di noi fino a 713 metri.

Le magie geologiche de Las Salinas, silenti massi scolpiti dagli dei del vento.

Passiamo per i Saladares del Guadalentín, una estensione alluvionale salina compresa tra il fiume (rio) Guadalentín e Las Salinas. Le sue caratteristiche saline lo rendono unico, senza una copertura di acqua in superficie ma con una vegetazione stepparia che ospita speci vegetali afroiberiche come la palma da datteri, lo spincervino, il tamarindo ed altri sempreverdi. Questa steppa ospita altri volatili steppari come il chiurlo, la gazza reale, la taccola ed altri che é molto frequente avvistare. Le Saladares del Guadalentín sono Paesaggio Protetto, LIC (Luogo di Importanza Comunitaria) e ZEPA (Zona di protezione speciale di volatli) in quanto vi sono presenti speci migratorie del flusso migratorio Europa-Africa.

Arrivati al paese di Totana passeremo la notte nell’omonimo camping o esiste la possibilita di diverse case rurali nei dintorni del borgo.

Seconda tappa: Totana – El Berro (29 km)

Dalla chiesa di Santiago di Totana si attraversa il pueblo fino a d incontrare una particolare casa con minareto, passando per la zona de Los Secanos prendendo in direzione de La Santa. Allontanandoci da Totana ci addentriamo nella zona dei rinomati vigneti murciani ed in seguito alla parte piú selvaggia del cammino, tra rocce e pareti verticali, rovi, rampicanti e oleandri. Ci troviamo proprio sotto le pareti verticali della silente Sierra Espuña fino ad arrivare a La Santa.

Conosciuto popolarmente come La Santa, é in realtá il Monastero di Santa Eulalia che si addentra alle pendici della Sierra Espuña, a soli 7 km da Totana: la vista é completamente dominata dal picco dall’ imponente Morrón. Questo monastero-eremita é un complesso religoso molto interessante ed attivo da piu di 7 secoli. Sono famose le sue feste popolari dette romerie, ovvero le incenerazioni di origano secco in nome della santa Eulalia, che sembrano retaggio di un passato molto piú pagano che cristiano. Nel monastero sono presenti pitture murali della vita di Sant’ Eulalia e della Passione del Cristo, unico caso ed eccezione di tutto il mediterraneo spagnolo.

Uscendo dal complesso ci addentriamo per il “Sentiero della Santa”, che ci avvicina al belvedere della Vergine Bianca, vicinissmo alle pinete che ci porteranno dentro la Sierra Espuña. Il cammino continua nella natura aperta tra pinete e mandorli fino ad incontrare El Arco de Aledo, un antico crocevia che porta fino ad Aledo, pueblo arroccato su una falesia. Possiede una torre mora che sovrastata tutta la valle sottostante ed una visuale aperta per chilometri. Poco a poco ci addentriamo sempre piu nel parco regionale della Sierra Espuña e la presenza di volatili, animali come scoiattoli e volpi si fa davvero frequente.

La zona é parco nazionale fin dal 1931 e la vegetazione é dominata dai pini, anche se ci sono grandi macchie di olmi, pioppi, piante officinali e, unico caso in Europa, grazie ad una buona gestione del territorio, sono presenti numerose aquile reali, gufi reali, falchetti e falchi, serpenti, volpi, tassi, ricci che si incontrano con facilitá.

Passiamo per la zona di Campix che offre una visuale aperta su tutta la valle sottostante dove é cosa buona e saggia fermarsi per uno spuntino! Proseguiamo prendendo il “Sentiero dei 7 fratelli” che ci porta fino ad una costruzione che serví anticamente per accogliere gli affetti da tubercolosi, poi lungo il pittoresco canyon di Leiva fino ad un vecchio pozzo calero abbandonato.

Il borgo di Aledo

Passiamo nelle vicinanze del Sentiero del Dinosauro (incontrarono mammut e altri mastodonti) fino al canyon de Las Brujas (Le streghe) che si avvicina al borgo de El Berro, da cui entriamo costeggiando la strada dell’antico cimitero che ci porta al camping: finisce questa nostra seconda tappa.  Las Brujas é una parte davvero suggestiva ricca di leggende, siamo in una zona davver speciale, il silenzio ci accompagna tra rocce ed alberi centenari.

Il sentiero de Las Brujas

 

 

 

 

 

 

Terza tappa: El Berro – Casas Nuevas (28 km)

 

Uscendo dal borgo di El Berro ci incontriamo con il sentiero che costeggia delle pareti di roccia, famosa scuola di scalata nella regione. Continuiamo per dei coltivi di splendidi mandorli ed incontriamo poi un’ altra breve zona stepposa, delle macchie di fichi seguite ancora da altri mandorli. Passiamo camminando proprio sopra le mura di un antico canale di acque prosciugato, che ci addentra in una folta macchia di pini marittimi. Arriviamo  all’avallamento di Noguera e vicino a delle case abbandonate. Incontriamo anche il vecchio Ospedale delle Farfalle, ormai in disuso. Nelle vicinanze incontriamo una fonte di acqua dolce dove poter riposare, per poi proseguire fino alle case de Los Jaliscos, e che poi ci porterá ad attraversare per qualche kilometro la strada nazionale che porta a Pliego.

Incontriamo la suggestiva eremita in rovina de La Purisíma, che ci conduce al cammino del Canale di Toibilla. Questo importante canale ha fornito per tutto il secolo scorso acqua all’intera regione fino a Cartagena e percorrendolo si aprono scorci e magnifiche viste delle cime dell’ Espuña e dei borghi di Mula e Pliego.

Continiamo fino ad incrociare il torrente Barbo e poi la Fonte de la Portuguesa, che ci introduce al canyon de la Hoz e della Mula. Qui il cammino zigzaga nell’ ombra delle pareti di roccia della Sepultura e lungo il tragitto incontriamo una misteriosa caverna, nascosta negli spaccati della pietra e giá frequentata in epoca preistorica. Davvero suggestiva.

In questa zona é molto frequente incontrare le numerose mandrie di mufloni africani, introdotti nel parco circa 20 anni fa e che scendono dalle cime per cibarsi.

Da questo punto é un susseguirsi di canyon e falesie con nomi di animali, per esempio il Cejo de las Palomas o il Morrón de Cabra che ci porta al ponte sopra il Malvariche e al seguente cammino da cui abbiamo visuali aperte sulle cime de El Bosque e el Aguilón. Entriamo nel pueblo de Casas Nuevas e percorriamo le sua stradine fino alla eremtia della Purisíma Conceptión, punto di arrivo di questa terza tappa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scorci della Sierra Espuña e de suoi luoghi magici

 

 

scorci della Sierra Espuña e de suoi luoghi magici

 

 

 

 

 

 

 

Quarta tappa: Casas Nuevas (Mula) – Bullas  (23 km)

 

Questa parte del cammino offre molti spazi aperti da cui si aprono belle visuali delle terre circostanti. Inoltre le giglie della Sierra spuña ci accompagnano per quasi tutto il tempo. Usciamo da Casa Nuevas lasciando la chiesa de la Purisíma Concepción e dopo un piccolo percorso su strada asfaltata, ci addentriamo dentro le radure ed incontriamo l’ hospitale dei viandanti de Casa Nuevas e la Casa degli Ingegneri (che costruirono il famoso canale di Taibilla).

Passiamo per il canyon Carlos e le sue praterie, usate dai pastori per alimentare pecore e capre durante le transumanze annuali, che digradano in macchie di grandi pini marittimi. Questa é la Sierra de Pedro Ponce y del Cambrón ed é una delle zone verdi piu importanti di Spagna, e di rilievo europeo per i suoi numerosi rapaci delle zone alte e dei suoi canyon. Molte zone sono tutelate per la riproduzione di rapaci, serpenti ed altri animali, come le tartarughe more, per piante officinali (lavanda, echinacea, etc) ed alcune fonti d’ acqua sono famose per le loro qualitá minerali. Quella del Burete é asssi conosciuta e la incontriamo sul cammino prima di connettersi al piú grande rio Quipár, che a sua volta rinfresca buona parte della comarca.

Passeremo poi per lunghi coltivi di mandorli, un ponte sul canale Toibilla e ci avviciniamo ai canyon de El Francés e di Zarzadilla, che precedono l’omonimo pueblo e poco dopo incontriamo un abbeveratoio con acqua fresca. Prima di arrivare alle prime case di Zarzadilla incontriamo un terreno roccioso inclinato e dopo avere attraversato la strada di Lorca, entriamo per qualche tempo in altri coltivi di mandorli e vigneti.

Seguendo la pista ci avviciniamo a Bullas ed aumentano i suoi rinomati vigneti e gli spazi aperti, con sprazzi di macchia mediterranea. Incontriamo il guado del fiume Mula, che in questo punto crea la piscina naturale di Pasico Uscenda e dopo essere entrati nel camino del Molinar incontriamo il Salto del Usero: un bel “salto” di acque del rio Mula dove poterci rinfrescare.

Nelle vicinanze del cammino e presso il canyon de La Cueva, si scoprí nel 1985 un anfratto con pitture rupestri neolitiche. Il luogo é denominato Cazador del Abrigo de Sorbas o piú comunemente El Milano e le sue 40 pitture di ocra rossa rappresentano soprattutto di caccia. A livello antropologico é uno dei luoghi di maggiore importanza di tutta Spagna ed é Patrimonio UNESCO  de la Umanitá.

Pitture ruperstri presso il canyon de La Cueva

Siamo a qualche centinaia di metri dalla zona produttiva di Bullas e possiamo addentrarci nel pueblo e nel punto di soggiorno, nel camping di La Rafa. L’ escursione termina con la visita al museo del vino di Bullas ed a cantine vinicole tra le piu conosciute di Spagna (tappe della Ruta del Vino).

Il paese di Bullas dá il nome a una Denominalazione di Origine Controllata istituita nel 1994, rinomata da almeno due secoli in tutta la penisola. Negli ultimi anni alcuni dei suoi vini si sono distinti anche a livello internazionale, insieme alle uve delle vicine zone di Caravaca, Cehegín, Lorca, Moratalla, Mula, Pliego, Totana e Cieza.

Inoltre in Bullas é famoso il Mercatino de El Zacatín dove si incontrano gli artigiani della comarca  per vendere i loro prodotti caratteristici, unici al mondo. Si possono trovare stoffe esclusive di retaggio arabo, vestiti, tele, utensili esistenti solo in questa zona del pianeta e sono molti gli stranieri che vengono solo per questo mercato mensile.

Da Bullas il cammino prosegue per Caravaca unendosi ad un GR che proviene dal  porto di Cartagena.

Quinta tappa: Bullas – Caravaca de la Cruz

Questa é forse la tappa piu bella del cammino perché offre una varietá di paesaggi davvero particolare. Per un lungo tragitto si cammina vedendo in lontananza le torri del castello-monastero di Caravaca, custode della Vera Cruz e destinazione dei pellegrini.Uscendo da Bullas camminiamo per qualche km in mezzo ad orti, fino a passare dentro un tunnel per incrociare la Via Verde che percorriamo quasi fino a Caravaca.

La Via Verde di Bullas-Cehegín

Le cascate del fiume Mula

Passiamo per tracciati di ferrovie del secolo passato con suggestivi ponti di mattoni, incontriamo la fonte del Padre Pecador per rifornirci di acqua fresca e tra orti e sentieri, continuiamo fino al monticello di Begastri. Questo scavo archeologico é origine dell’ attuale cittadina di Cehegín e culla della cultura visigota e musulmana di questa zona della penisola iberica.

A Begastri incontriamo soprattuto molti resti romani del borgo che occupano circa 40 km quadrati e che ci permettono di vedere tutto l’ antico impianto cittadino, coi suoi luoghi di interesse e dei mestieri. Particolarmente suggestiva é l’ Acropoli romana nella parte superiore dell’ insediamento, che occupa circa 10 km quadrati. Inoltre tutte le vicinanze della cittadina sono disseminate di altri resti archeologici ed i romani hanno lasciato testimonianze nei luoghi di culto dei loro Dei padri.

Uscendo da Begastri siamo praticamente in Cehegín, passiamo per la sua Plaza de Toros che ospita le feste con protagonisti i tori per poi allontanarci dal pueblo riprendendo la Via Verde. Caratteristico é che il cammino che ci fa passare lungo un tunnel in cui nel secolo passato ospitava il tragitto di un treno locale: venne in realtá costruito per la coltivazioni di un’ industria di funghi della zona!

Usciti dal tunnel passiamo sopra il fiume Argos e la visuale si apre per kilometri, mostrandoci la panoramica di Caravaca de la Cruz: mancano solo 7 km alla meta.

Incontriamo macchie di alberi e una bella stazione del secolo passato, ancora ben conservata e che rispecchia l’ importanza del treno in queste terre. Poco a poco entriamo nella periferia della cittá e ci avviciniamo al centro storico, si nota la sua unicitá per la monumentalitá a tratti musulmana, ebrea e cristina: luoghi unici in tutta Europa che la Spagna ancora ben conserva e vive pienamente.

Foto: scavi di Begastri, la Via Verde di Bullas-Cehegín con prati e cascate del fiume Mula, skyline di Cehegín e dei suoi fantastici cieli aperti.

Sesta tappa: Caravaca de la Vera Cruz e la Fuente del Marqués

 

Caravaca offre al visitatore curioso preziosi tesori e segreti da scoprire in diversi giorni, ma in una solo giornata possiamo veramente coglierne l’ essenza. Grazie alla sua ereditá storica e religiosa, Caravaca é piena di opere d’arte architettoniche, culturali e naturali che fondono le culture che qui hanno prosperato: iberi, visigoti, romani, musulmani, ebrei ed infine i cristiani. Alleniamo lo sguardo alla “lettura” di ogni angolo, simbolo e particolare ed ogni cosa si svelerá alla nostra curiositá: il borgo é veramente pieno di dettagli.

La Real Basilica Santuario de la Santisíma y Vera Cruz é la destinazione di tutti pellegrini e visitatori e dall’ alto di “questo nido di aquile” abbiamo la visuale di tutta la comarca. Il complesso ha una geometria unica per il fatto che ogni dominatore ha costruito, cambiato, aggiunto o tolto un qualche elemento, secondo i propri bisogni religiosi, militari o culturali. Ecco come si fondono le grandi torri tipicamente “europee” con torrioni e feritoie di stile arabo, il tutto posizionato secondo calcoli ingenieristici e astronomici tipici degli architetti ebrei provenienti da Oriente.

Ogni ordine religioso ha apportato qualcosa alla struttura mantenendo sempre qualcosa della precedente, per esempio nella torre di costruzione mora si conserva da sempre la Santissima Croce di Caravaca e persino il retaggio pagano figura nei rituali sacri di oggi. Ad esempio il complesso ospita nel sottotetto un sala che ha aperture sui 4 punti cardinali, dove per secoli (e fino a pochi anni fa) in caso di grandine o tempesta, i preti vi pregavano al vento orazioni antiche: questo rituale per placare gli elementi é stato spesso tacciato di stregoneria dagli Inquisitori, ma era talmente radicato nella cultura del borgo che fu pressoché impossibile vietarlo, persino durante l’ epoca franquista.

La chiesa della Real Basilica offre una preziosa fusione di stili romanici, gotici, rinascimentali e barocchi con elementi arabi, unica in tutto il mediterraneo spagnolo. E’ possibile visitare tutto il complesso ed il museo comunale che ci porterá persino nei sotterranei della fortezza, dove é permesso vedere alcune delle basi della struttura e delle prigioni scavate nella roccia. Lungo il paese é un susseguirsi di chiese, cattedrali e monasteri tutt’oggi molto attivi: non é raro incontrare religiosi provenienti da Africa, Asia e tutta Europa che vivono in Caravaca.

Il flusso di visitatori stranieri é forte ma ben gestito e piacevole: nel paese si respira una gran tranquillitá ed ospitalitá.

Per la visita ai luoghi e alle leggende di Caravaca faró da guida ed in alcuni casi ricorreró a bravissime “cicerone” abitanti del pueblo, per dare al gruppo la piu completa panoramica storica e leggendaria.

Sono veramente molti i luoghi di interesse storico dentro ed intorno al paese. Ecco un elenco abbastanza esaustivo:

  • Vicoli di Caravaca (si consiglia di perdersi: si scopriranno angoli davvero suggestivi)
  • Iglesia Parroquial El Salvador (pianta romanica, struttura gotica e decorazione rinascimentale. Moltissimi dipinti di artisti medievali. Bellissima)
  • Iglesia de La Soledad (tardoromanica. Ospita il Museo Archeologico con resti preistorici)
  • Iglesia Purisñima Concepción ( sobria, essenziale, molto intima. Tetto gotico, molti dipinti)
  • Convento e Iglesia de Nestra Señora del Carmen (sede dei Carmelitani Scalzi, luogo ricchissimo di storia ed arte sopra Caravaca de la Cruz)
  • Templete (tempietto ottagonale da cui confluiscono tutte le acque della comarca. Vi si pratica il rituale dell’ immersione della croce per purificarl ail 3 di marzo)
  • Ayuntamento (palazzo del Comune di epoca illuminista)
  • Monastero de Santa Clara (rinascimentale, arroccato nel budello dei vicoli del borgo)
  • Convento e Iglesia de La Compañia de Jesús (ex-centro gesuita di formazione per evangelizzatori. Oggi centro culturale comunale)
  • Ermita de Sant’Elena (costruita a ridosso di un quartiere popolare, sempre attiva,si festeggiano molte ricorrenze)
  • Ermita de San Sebastian o Ermita del Santo (di origine popolare, di gestione comunale, molti dipinti e affreschi)
  • Ermita de la Reja (solitaria eretta sopra il pueblo, splendida visuale dall’ alto)
  • Torreón de los Templario
  • Castillo romano de las Fuentes del Archibel
  • La Encarnación (eremita fuori paese molto caratteristica)
  • Terme romane di Empalmes
  • Villa romana de la Ermita Singla
  • Cueva de la Represa
  • Castillo de Poyos de Celda
  • Plaza de Toros
  • Fortificazioni di Girón y Jorquera

Secondo il momento dell’ anno in cui ci troveremo nel pueblo é un susseguirsi di feste e ricorrenze davvero uniche in Spagna, che meritano di essere vissute. Ci sono rivisitazioni di battaglie tra mori e cristiani, ricostruzioni di eventi delle corti musulmane, gare con cavalli di questa regione risalenti all’ anno 1200 e tutte le feste religiose vengono festeggiate con i costumi tradizionali.

Nel borgo di respira accoglienza e nei vicoli si nota l’amore dei residenti per le sue strade: tipicamente “spanish” é il fatto di vivere quasi del tutto le ricorrenze per le strade e le piazee, dove vengono installati tavolate e banchetti coi piatti tipici ed aperti a tutti i passanti. Con gli immancabili fuochi d’ artificio, onnipresenti e degni di una capitale.

Ci sono molte boutique di artigianato e gli uffici del turismo danno ottime informazioni sui luoghi e sulle feste. Proprio il fatto che questi luoghi sono ricchi di storia ma vissuti al 100% dalla popolazione e senza il turismo di massa, crea in Caravaca (ed in tutta la regione di Murcia) un altro grande elemento a suo favore: i prezzi. Queste terre hanno degli ottimi prezzi per gli alloggi e per tutta l’ offerta turistica, molto piú abbordabili che in altri paesi europei.

L’ ultima tappa magica del viaggio a Caravaca é la visita alla Fuente del Marqués, a 2 km dal borgo. Offre una sorgente d’ acqua giá usata come luogo di culto dai romani e dagli iberi.

E’ presente un torrione dell’ Ordine Templare che custodisce silenziosamene il posto, e da pochi anni ospita il Centro per la Interpretazione della Natura, con visite guidate e workshops a tema naturalistico, soprattutto per bambini.

Ci sono delle caverne ed anfratti nelle vicinanze gia occupati in epoca preistorica ed una bellissima camminata lungo le acque della fonte.

Questo luogo é da almeno 2000 anni un luogo di raccoglimento e serenitá dove poter riposare e lasciarsi andare alla pace della natura circostante: spesso si vedono scoiattoli e volpi scorrazzare in cerca di cibo.

Ci sono molte leggende riguardanti queste fonti, quella che personalmente mi intriga di piú narra che anticamente al centro del ruscello c’era un’ isolotto,ora scomparso. Li, in mezzo alle acque, venne sepolto un importante cavaliere templare: infatti questo tipo di rito funebre si ripete in molti luoghi dove ci fu la loro presenza. Per esempio si puó trovare anche in altri parchi di Madrid (giardino del Prado) e Valencia (giardino Quirón). Questo rituale ha una ben precisa origine nell’ Antico Egitto secondo cui le acque proteggono il sonno eterno…….  Misteri di Spagna.

Plaza de Toros

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