Argentina e Patagonia


Argentina
Tra Milonghe e Spazi Incontaminati


La filosofia é sapienza, filosofia è sapere.
Saper chi sono, chi mi ha creato, e perché.
Sono terra, terra che pensa.

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El Norte
Nel Nord di questo grande paese, negli immensi spazi coperti la sera da cieli che sembrano non avere fine e nelle città coloniali molto vive come Salta, accanto al nuovo che avanza sopravvive la vecchia cultura india, con i culti legati alla Madre Terra dei popoli Kollas e Atakamas che per ora resistono alle spinte della modernizzazione.
Dalle rovine di Quilmes salendo verso il confine con la Bolivia il paesaggio rigoglioso muta, lasciando il posto ad altipiani aridi e canyon. I momenti migliori per smarrirsi in questi straordinari paesaggi, sono le ore del mattino e della sera in cui i toni si evidenziano e le montagne di arenaria diventano multicolori.
Saliremo di quota fino ad oltre 3.000 metri. Nei mercati indio è normale vengano offerte foglie di coca che, seppure di sapore sgradevole, aiutano a sopportare l’altitudine e il caldo. Per l’indio rappresentano la possibilità di lavorare la terra in quota, vincendo fame e fatica.
La cultura india e l’influenza cristiana si sono fuse nel tempo, dando vita a credenze e simbologie uniche. Non mancheremo di approfondire questi aspetti nei nostri incontri con la gente del luogo, i contadini e le loro guide spirituali, i loro maestri, i loro guaritori, sempre in punta di piedi, cercando di ascoltare senza interferire.

Rientrare a Buenos Aires sarà veramente un tornare in un mondo diverso. Abituati alla quota, ai silenzi, ai colori e alla pace di queste alte terre, troveremo invadente la città con i suoi rumori e l’odore di benzina ed asfalto; ancora avvolti dal mistero delle grandi civiltà del passato che hanno scelto le alte quote per svilupparsi.

Ma Buenos Aires ci conduce al tango…
Il tango argentino è riuscito a fare della musica e della danza popolare arte in movimento. Il tango è Buenos Aires, è espressione dell’anima profonda della città, è vivo: nel tempo muta. Mai chiuso su se stesso, il tango si rinnova di generazione in generazione. Dai vecchi ballerini dai capelli impomatati e col turacciolo di sughero sotto il piede per avere la giusta postura, dai tempi di Gardel e di Edmundo Rivero, fino alla sofisticata melodia danzata di Piazzolla, che di diritto entra nei grandi teatri della musica mondiale.
Sarà bello approfondire la conoscenza dell’ arte in movimento, cogliendone con calma il sapore, nei differenti stili e nomi, nelle principali scuole della città, in cui musicisti e ballerini trasmettono la loro vita alle nuove generazioni.

El Sur
Bruce Chatwin, Luis Sepùlveda, Francisco Coloane. E prima di loro Charles Darwin e Ferdinando Magellano. Romanzieri, esploratori e naturalisti hanno scritto della Patagonia, terra delle meraviglie, evocatrice di miti, il mondo alla fine del mondo, nelle parole di Sepulveda, dove tutto è rimasto immutato nel corso dei millenni, uomini e paesaggi. Percorrerne le sconfinate pianure è tornare alle origini della storia e del tempo dell’uomo. Viaggiare qui dà la possibilità di un’immersione nell’energia creatrice della natura. Così la descrive Francisco Coloane in Capo Horn: “… scendendo verso le pianure della tenuta, una brezza leggera pettinava l’erba lucente della prateria; in alcuni spiazzi dove il coiròn non dominava con la sua rigidità da lichene, i prati erano disseminati di piccole margherite bianche e altri fiorellini che si azzardano a spuntare in quei climi rigidi. Sentivamo il fluido inebriante della piena primavera; i muscoli palpitanti dei destrieri, il nostro sangue ribollente che sembrava voler schizzare dalle dita e una sensazione di giovinezza e di forza che ci faceva respirare a pieni polmoni, infondevano il desiderio di galoppare verso l’infinito…”
Qui inizia, dunque, il nostro viaggio, nel cuore della Patagonia, con l’incontro degli indios Mapuche, abitatori da sempre di questa terra e tra i pochi sopravvissuti al massacro dei conquistadores. Proseguiremo alla volta della Tierra del Fuego, chiamata così per i fuochi che Magellano avvistò, nel 1520, navigando verso il Polo Sud e accesi dagli indios Onas, che nel XVI secolo abitavano questa regione inospitale, oltre la quale si estendono solo i ghiacci antartici. Forti e alti di statura, gli Onas vivevano cacciando volpi, guanachi e mammiferi marini in villaggi a capo dei quali erano gli anziani, depositari di un sapere antico, trasmesso oralmente.

Scendendo verso sud, il canale di Beagle unisce l’Atlantico al Pacifico. Il paesaggio che si presenta alla vista è mozzafiato: prati in riva al mare sormontati da ghiacciai perenni e percorsi da un vento implacabile e animali marini di ogni specie. Oltre agli Onas, questo era il territorio di tante popolazioni: gli Haush, ritenuta l’etnia più antica di quelle presenti nella Terra del Fuoco, risalente a diecimila anni or sono; gli Yamana o Yarcan, pescatori e cacciatori di leoni marini; gli Alakalue, pescatori che vivevano sulle isole cilene e nell’Isla Grande de Tierra del Fuego. Ufficialmente estinti, si dice che alcuni superstiti di queste tribù vivano ancora nel villaggio di Ukika, raggiungibile dalla capitale Ushuaia in catamarano. Ci metteremo sulle loro tracce e visiteremo il Museu del Fin del Mundo alla ricerca di altri elementi, antropologici e spirituali, sui popoli scomparsi.

Dall’estremo sud del mondo ci sposteremo alla capitale, Buenos Aires. E sull’eco del tango porteremo a casa un po’ dello spirito del Nuovo Mondo.

UNO SGUARDO SULLA PATAGONIA

La Patagonia quale appare oggi, distesa di praterie su cui si praticano l’allevamento e l’agricoltura estensiva, non conserva ricordo della lussureggiante foresta che copriva tutto il continente.

Anche i popoli indigeni sono ridotti a poche migliaia, radi superstiti di una sanguinosa carneficina. Il massacro diventa sistematico con l’afflusso massiccio degli europei, a fine 800: italiani, spagnoli, gallesi, inglesi. Espropriati delle loro terre e assimilati alla cultura dominante, sopravvivono nelle riserve, tra Buenos Aires e il Rio Negro, nella Pampa e lavorano nelle estancias, le tipiche fattorie della prateria.
I più numerosi, i Mapuche, hanno via via assorbito le tante etnie che, prima dell’arrivo dei Conquistadores, popolavano queste terre: dai Pehuemche e Tehuelche che abitavano la zona centrale del Paese, regioni tradizionali degli stessi Mapuche, fino agli Yamani Onas o Selkman nella Tierra del Fuego.
Il nome Mapuche è composto da Mapu, terra, e Che, gente: così, il Mapuche è inseparabile dal suo territorio. La montagna, il fiume, gli alberi hanno vita e coscienza, sono parte delle forze con cui i Mapuche comunicano attraverso il mapudugun, la lingua della terra. Gli elementi della natura compongono un tutto che il Mapuche difende, un equilibrio, insieme materiale e spirituale, da cui ciascuno riceve il necessario al proprio benessere.

ITINERARIO: “I Sentieri Spirituali Dei Kapaj Ñan Nuna e degli Inkas”

Un percorso che ci permetterà di entrare in contatto con la spiritualità degli Incas e con antiche cerimonie, tuttora praticate dalla popolazione, legate al profondo rispetto per la Madre Terra, la “Pachamama”, così radicato nella cultura dei popoli andini.

 

1° GIORNO: BUENOS AIRES – TUCUMAN
Arrivo a Buenos Aires e trasferimento con Volo Interno a Tucuman.
Incontro con guida locale, sistemazione in Hotel e visita guidata della città.
Nota come il “Giardino della Repubblica” per la sua esuberante bellezza naturale, Tucumán è la porta d’ingresso al Nord Argentino ed è anche la provincia più piccola del paese.

San Miguel de Tucumán, la capitale della provincia, è uno dei siti culturali più notevoli del paese. Il luogo storico dove si dichiarò l’Indipendenza Argentina e dove non manca oggi una vivace, quasi tumultuosa, vita notturna nei ristoranti, cinema, casinò e sale da ballo.
Notte in Tucuman.

2° GIORNO: TUCUMAN – RUINAS DE QUILMES-CAYAFANTE
Dopo la visita alle Rovine di Quilmes, prenderemo parte ad una splendida cerimonia
d’ invocazione all’ Acqua con i nativi della regione: i Diaguitas e i Calchaquies.
Trasferimento e Pernottamento in Cafayate

3° GIORNO: CAFAYATE- SALTA
Cafayate
è una città situata al centro delle Valles Calchaquíes dove avremo modo di attraversare paessaggi unici nel suo genere come la Quebrada de las Flechas, la Recta de Tin Tin in Cachi e la Cuesta del Obispo.
Notte in Salta.

4° GIORNO: SALTA
Tour della città di Salta e scoperta del MAAM il famoso “Museo de Arqueologia de Alta Montana” che ci permetterà di  conoscere la storia, i costumi, l’alimentazioni e i rituali della cultura Inca e la sua influenza nella regione del Nord Argentino. Notte a Salta

5° GIORNO:SALTA- SANTA ROSA DE TASTIL- PURMAMARCA
Da Salta arriveremo a Santa Rosa De Tastil, situata a quota 3000 metri, dove esploreremo alcuni siti archeologici. Con i nativi della regione, i Kollas e gli Atakamas, parteciperemo a uno straordinario rituale rivolto alla Madre Terra, la Pachamama.
Visita a San Antonio de los Cobres e alla “Salinas Grandes”, la più grande Miniera Salata di tutta l’Argentina ad un altezza di 4.200mt. che copre un’ area di circa 8300km quadrati per una lunghezza di quasi 60 km.
Trasferimento a Purmamarca e pernottamento.

6° GIORNO: TINKU con AYLLU.
Giorno dedicato a rito propiziatorio rivolto alla Madre Terra, Pachamama. Il Tinku è un rituale millenario, una danza ancestrale che risale al periodo pre-Incaico. La parola tinku vuol dire incontro, cioè lotta tra le comunità antagoniste, che diventano così protagoniste, effettuato in venerazione alla Dea Pachamama per l’abbondanza nel raccolto.
L’Ayllu era l’unità politica e sociale della civiltà Inca e di altre civiltà precolombiane. Si trattava essenzialmente di un gruppo familiare esteso. L’ayllu aveva il proprio huaca (divinità minore) costituito solitamente da un oggetto fisico come una montagna o una roccia ed erano realtà completamente autosufficienti basati sul formidabile sistema di immagazzinaggio delle derrate dell’ Impero Inca.
Pernottamento a Purmamarca.

7° GIORNO: PURMAMARCA -TILCARA – HUMAHUACA – ABRA PAMPA – LA QUIACA, JAVI (3340 metri di altitudine)
Tinku con Ayllu. Esploreremo le grotte della regione e Visititeremo i caratteristici “Petroglifos”, Rappresentazioni grafiche incise su roccia. Pernottamento in Huacalera.

8° GIORNO : HUACALERA – TILCARA
Visita al Pukara de Tilcara. Assisteremo alla cerimonia JAMPY ÑAKUY, davvero emozionante, un rito per la “Cura delle Emozioni”. Notte a Tilcara.

9° GIORNO: TILCARA – SALTA
Un percorso affascinante riporterà a Salta passando attraverso vari villaggi della regione.
Notte a Salta.

10° GIORNO: Ritorno A BUENOS AIRES in aereo.

11° GIORNO: BUENOS AIRES
Giornata dedicata alla scoperta della città.

12°-13° GIORNO: Volo di rientro.

Durante il Viaggio è prevista l’assistenza dell’Accompagnatore di Voyagesillumination, specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge da interprete e trait d’union con la popolazione autoctona.

 

ITINERARIO: “Incontro con gli ultimi Indios”

Questo originale itinerario ci porta dalle Milonghe alle Comunità etniche con cui condivideremo i riti, le cerimonie, l’utilizzo delle pratiche sciamaniche e le attività quotidiane come la preparazione del cibo, l’allevamento del bestiame, la fabbrica dell’artigianato.

1° e 2° GIORNO: VOLO PER BUENOS AIRES, BUENOS AIRES
Tour della Città. Tango nel Sud della città: lezioni di tango e poi, la sera, andremo alla Milonga (locale dove si balla il tango).
3° GIORNO: BUENOS AIRES – NEUQUÈN con volo interno.
Incontro con Maria in “Rucanehuen Mapu”. Maria è un capo della Comunità Mapuche.
4° GIORNO: NEUQUEN
Incontro con la Comunità Painemil. La comunità è composta da circa 30 famiglie.
5° GIORNO: NEUQUÈN – ALUMINÈ
Incontro con la tribù Puel, composta da 68 famiglie, e visita alla Grotta degli affreschi. Escursione al lago di Aluminé.
6° GIORNO: LOUCO LUAN
Incontro con la Comunità Catalan, composta da circa 52 famiglie.
7° GIORNO: LAGO DI RUCACHOROI
Incontro con l’Etnia Aigo, 140 famiglie e con la Comunità Zalazar, 17 famiglie. Entrambe risiedono nei pressi del bellissimo lago Rucachoroi.
8° GIORNO:  JUNIN DE LOS ANDES
Incontro con l’Etnia Currumil, composta da 35 famiglie.
9° GIORNO: NAHUEL MAPI ARRIBA
Incontro con i Linares, 164 famiglie con storia, tradizioni e costumi assai simili a quelli dei Mapuche.
10° GIORNO: PAINEFILU
Vedremo gli affreschi in una grotta, gusteremo il fascino di un ambiente naturale straordinario e incontreremo la comunità dei Painefilu composta da circa 100 famiglie.
11° GIORNO: SAN IGNACIO
Incontro con la tribù dei Namuncura, a San Ignacio, dove vivono 67 famiglie. In seguito partenza verso San Martin de los Andes.
12° GIORNO: SAN MARTIN DE LOS ANDES
Incontro con la Comunità Curruhuinca nei pressi del lago Lacar. Si tratta di 180 famiglie distribuite in vari punti in uno straordinario contesto naturale: Quila Quina, Trompul, Pil Pil e Puente Blanco.
13° GIORNO: SAN MARTIN DE LOS ANDES – BUENOS AIRES
Trascorreremo la serata alla milonga.
14°-15° GIORNO: Volo di rientro.

È prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.

 

ITINERARIO: “Viaggio alla Fine del Mondo, sulle tracce di Yagan e Mapuche”

1°, 2° e 3° GIORNO: VOLO PER BUENOS AIRES, BUENOS AIRES
Visiteremo la splendida capitale argentina con uno sguardo alla sua evoluzione storica e all’esplorazione dei costumi locali. Si entrerà in contatto con la cultura dei Gaucho, i cavalieri nomadi delle grandi pianure sudamericane, ancora viva nelle periferie.
Raggiungeremo San Antonio de Areco, piccolo villaggio che dista cento chilometri da Buenos Aires, dove si trova il museo della cultura Gaucha.
4° GIORNO: BUENOS AIRES–USHUAIA
Trasferimento in aeroporto per raggiungere Ushuaia. Visita al Museo del Fin del Mundo che racconta l’evoluzione e l’estinzione delle culture native della Tierra del Fuego.
5° GIORNO: USHUAIA-ISLA NAVARINO-PUNTA ROSALES-USHUAIA
Trasferimento al porto per iniziare la navigazione alla Isla Navarino, in Cile. Dopo una breve sosta in albergo, nella biblioteca dell’albergo si terrà una presentazione della cultura degli indios Yagan. Escursione a Punta Rosales per visitare i siti archeologici.
6° GIORNO, USHUAIA-PUERTO WILLIAMS
Presentazione sui temi della spiritualità e della medicina Yagan. Trasferimento in minibus a Puerto Williams. Visita guidata del museo Martin Gusinde. Dopo pranzo, a casa della nostra guida incontreremo alcuni membri della comunità Yagan di Puerto Williams, quindi visiteremo il Kipakar, dove l’artigianato Yagan viene venduto, nella città di Ukika e dove vive la maggior parte dei discendenti degli Yagan.
7° GIORNO: PUERTO WILLAMS-USHUAIA
La giornata è dedicata al viaggio verso Ushuaia.
8° GIORNO: USHUAIA-BARILOCHE
In mattinata con un volo interno ci muoveremo alla volta di Bariloche. Dopo una breve sosta in albergo, ci aspetta per una chiacchierata la signora Cristina Marin, India Mapuche che ci introdurrà alla cultura tradizionale, storia e situazione attuale del suo popolo. Saremo ospiti eccezionali in una casa tipica e potremo gustare un’altrettanto tradizionale cena a base di piatti etnici.
9° GIORNO: BARILOCHE-PILCANIYEU
Ci sposteremo da Bariloche verso Pilcaniyeu addentrandoci nelle steppe della Patagonia lungo una strada molto panoramica.
Attraverseremo il villaggio de Las Bayas e raggiungeremo Chacay Huarruca, l’unico posto dove si trovi una scuola bilingue, spagnolo e Mapuche. Resteremo l’intera giornata qui, ospiti della scuola, condividendo le attività di
alunni e insegnanti. Pernotteremo qui (la scuola è dotata di camere e servizi), dopo una piccola escursione nei dintorni e una serata in cui la cultura Mapuche verrà presentata da un’anziana della comunità.
10° GIORNO: PILCANIYEU-BARILOCHE
Colazione con i bambini della scuola, quindi trasferimento alla città di Ñorquinco, da cui si prosegue per raggiungere la comunità waiteca. Pranzeremo con alcuni waiteca e ci mostreranno l’albero da cui viene il loro nome, che vive unicamente qui e in nessun altra parte del mondo, a rischio di estinzione che la comunità lotta per scongiurare. Rientro in serata a Bariloche.
11° GIORNO: BARILOCHE-BUENOS AIRES
Trasferimento all’aeroporto di Bariloche e ritorno a Buenos Aires con volo interno.
12°-13°GIORNO: VOLO DI RIENTRO 

È prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.

ITINERARIO: “Tango, Pampa e tierra del fuego”

 

1°e 2° GIORNO: VOLO PER BUENOS AIRES – SAN ANTONIO DE ARECO
Tour della Città di Buenos Aires, trasferimento a Sana Antonio de Areco. Incontro con i Gauchos, gli abitanti originari delle pampas argentine presso i quali è ancora possibile trovare tracce della cultura aborigena.
3° GIORNO: USHUAIA
Raggiungeremo Ushuaia con volo interno. In uno stupendo paesaggio naturale, prenderemo contatto con i diversi gruppi etnici della regione: Yàmanas, Onas, Shelknam, Alacaluf. Infine entreremo nel Museo della Fine del Mondo.
4° GIORNO: LE ISOLE
Navigheremo attraverso il canale di Beagle, reso famoso dalle lotte delle navi dei pirati. Approderemo all’ Isola dei Lupi, Isla de los Lobos, al Faro Les Eclaireus e all’ Isola dei Pinguini, Isla de los Pinguinos.
Quindi attraccheremo a Estancia Harberton, fondata nel 1886 dal Reverendo Thomas Bridges, dove visiteremo il Museo Kayatum. Poi raggiungeremo Punta Remolino che ospita uno dei pochissimi cimiteri aborigeni visitabili.
Infine torneremo a Ushuaia via terra, facendo sosta, lungo il cammino, a Laguna Victoria.
5° e 6° GIORNO: ISOLA DI NAVARINO
Trasferimento ad Afasym Pier per poi raggiungere da qui l’ isola di Navarino, nella Repubblica del Cile. Sull’ isola incontreremo gli ultimi superstiti degli Yàmanas e, in particolare, la Signora Christina, che mantiene ancora
vivo, nei riti e non solo, lo spirito della cultura aborigena.
7° GIORNO: VOLO INTERNO PER EL CALAFATE
8° GIORNO: IL GHIACCIAIO
Ci addentreremo nel Los Glaciares National Park da dove si ha una magnifica vista del Ghiacciaio Perito Moreno. Da qui ha inizio un safari marino lungo il South Canal, che ci avvicina al grande muro di ghiaccio.
9° GIORNO: IN BARCA AD AMMIRARE I GHIACCIAI
Navigheremo per osservare gli otto ghiacciai maggiori. Attraccheremo a Bahía Onelli per poi camminare attraverso il bosco fino alla Laguna Onelli. Da qui la vista dei ghiacciai Onelli, Agassiz e Bolado è meravigliosa. Via mare raggiungeremo Puerto Bandera e da qui torneremo a El Calafate.
10° GIORNO: VOLO INTERNO PER BARILOCHE
Il primo contatto con l’ambiente naturale della Patagonia è stupefacente.
11° e 12° GIORNO: INCONTRO CON I MAPUCHE
Insieme a Picunches, Tehuelches, Onas e Yaganes, i Mapuche occupavano l’ intera Patagonia prima dell’ arrivo dello huinca, l’ uomo bianco. L’ intenzione dei Mapuche è quella di condividere la loro visione del mondo con chi vive al di fuori della loro comunità. Grazie a ciò, i viaggiatori hanno la straordinaria possibilità di visitare l’ ambiente naturale con l’ accompagnamento di una guida locale che è in grado di trasmettere la storia del luogo e di spiegarla dal punto di vista dei Mapuche: il significato del comportamento degli animali e della vegetazione, l’ uso della loro medicina e della spiritualità in accordo con le situazioni e i ritmi universali. Con molta discrezione, trascorreremo due interi giorni con i Mapuche, condividendone la vita, preparando il cibo insieme a loro e prendendo parte ai riti spirituali ancestrali, vedendo le cose da una prospettiva diversa, aprendo la mente, assimilando un’altra aria.
13° GIORNO: BARILOCHE – BUENOSAIRES CON VOLO INTERNO
14° GIORNO: SALTA
Un successivo volo interno ci porterà a Salta, una delle principali città dell’ Argentina del Nord che ancora conserva le tracce degli aborigeni. Vi sono resti di insediamenti umani in questa area che risalgono a oltre 1000 anni avanti Cristo. Il gruppo aborigeno più importante fu quello dei Diaguita–Calchaquì, proveniente dalle Ande. Nel XV sec. l’ area fu dominata dagli Incas. Col nome di Collasuyo, divenne una delle quattro regioni nelle quali era diviso l’ impero Incas, chiamato Tahuantisuyo. Il dominio degli Incas impose la lingua Quecha e lasciò i propri segni in numerosi modi. All’ inizio del XVI sec. l’ area venne conquistata dagli Spagnoli. Il paesaggio andino è meraviglioso. Interessantissima la visita al Museo de Arqueología de Alta Montaña e al vicino Santuario ove si celebrava il rituale chiamato Capachocha.
15° GIORNO: TILCARA
Incontro straordinario con i discendenti dei Collas, Duenosde la Puna e Pueblo de Sol, che ci faranno prendere parte a un’esperienza unica. A Tilcara si possono vedere le rovine del forte di Pucarà de Tilcara costruito dagli Omaguacas e dagli Humahuacas.
16° GIORNO: QUEBRADA DE HUMAHUACA E LA CITTÀ DI HUMAHUACA
Qui, in uno dei paesaggi più belli dell’Argentina del Nord, incontreremo alcuni discendenti degli aborigeni. I Collas sono i veri depositari della cultura e dello stile di vita Andino, vivono in un eremitaggio culturale protetto. Ancora oggi mantengono antichi costumi e usanze: le tradizionali pratiche sciamaniche, la musica etnica, la religione ancestrale con i culti dedicati alla Madre Terra, la quale, lungi dall’ essere stata soppiantata dalla nuova religione ufficiale, è ancora viva e capace di mostrare lo spirito senza tempo di una umanità astorica. Ritorno a Salta.
17°-18° GIORNO: VOLO DI RIENTRO.

È prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.