Shambhala, la favolosa terra degli illuminati
Secondo la leggenda, Shambhala è una mondo di esseri illuminati, nascosto in un punto impreciso dell’Himalaya.
Questo mondo mitico è divenuto famoso in Occidente grazie al movimento Teosofico.
Nella seconda metà del ‘900, la Società Teosofica venne fondata da una russa, Madame Blavatsky. Fecero parte del movimento Krisnamurti, Steiner e altri grandi pensatori. Madame Blavatsky sosteneva di ricevere i propri insegnamenti da un maestro che risiedeva nell’invisibile terra di Shambhala.



“Vuole la tradizione che Sucandra, re di Shambhala, abbia ricevuto il Kalacakratantra, il Tantra della Ruota del Tempo. La dottrina del Kalacakra e i suoi testi sarebbero stati conservati e tramandati senza interruzione da Re Sacerdoti di Shambhala e soltanto agli inizi del secondo millennio sarebbero riapparsi in India, per scomparire nuovamente poco dopo, in seguito alle devastazioni operate dalle invasioni mussulmane.
Grazie al grande santo Naropa (956-1040), la tradizione continuò invece in Tibet, e dura tuttora”. (Tratto da Raniero Gnoli, Giacomelli Orofino, Naropa, Iniziazione, Kalacakra, Milano, Adelphi, 1994).


