ott 01 2008
Il furetto e l’eremita nella foresta pluviale dello Sri Lanka
Reportage di un viaggio in Sri Lanka
di Selene M. Calloni Williams
Furetto saltellante, con le spalle cariche di sacchi colmi di polvere del fuoco, il nostro amico Ananda, che per una notte all’anno, in nostra presenza, evocando memorie ataviche, ritornava sciamano, attraversava rapido la fitta vegetazione della giungla tropicale. E noi dietro a lui. “Attenti al fosso!” “Non gridate per non innervosire le scimmie sugli alberi!” e l’attimo dopo: “Fate rumore per spaventare i serpenti!” Ci ordinava con voce secca, senza neppure voltarsi indietro. Avremmo potuto cadere in un qualsiasi fosso lungo il percorso o essere assaliti da scimmie e serpenti che neppure se ne sarebbe accorto. Come un cane che insegue la volpe, vedeva solo davanti a sé, scrutando tra la fitta vegetazione in cerca della radura dove celebrare la devil dance.
Trovato il luogo adatto prima del tramonto, erigeva l’altare con dei rami e lo cospargeva di fiori, mentre i suonatori, deposti i tamburi, raccoglievano la legna per il falò.



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