Sri Lanka “Meditazione, parchi naturali e Ayurveda nell’isola splendente”

Dal 12 al 22 luglio 2010

Lo Sri Lanka è una meta classica di Voyagesillumination.

Viaggiamo in Sri Lanka da oltre quindici anni e abbiamo una straordinaria conoscenza dell’isola e dei suoi meravigliosi personaggi. Vi porteremo in luoghi davvero insoliti e significativi.
Luoghi incontaminati e ricchi di potere naturale, pellegrinaggi sacri e leggendari eremi nella foresta ci attendono.
Il reverendo Gothatuwe Sumanaloka Thero, monaco eremita della tradizione buddhista theravada, maestro di meditazione Vipassana, ci accoglierà ed accompagnerà personalmente.

Conosceremo i luoghi più “sacri” di una terra magica dove mito e leggenda si incrociano con la magia della meditazione e dell’esperienza.
Il pellegrinaggio sull’Adam’s Peak nel corso di un’intera notte ci permetterà di sperimentare, all’alba, uno dei più straordinari fenomeni atmosferici al mondo e poi ci rilasseremo in riva all’oceano, potendo soddisfare tutte le nostre curiosità sulla tradizione buddhista dell’isola, sullo yoga che vi si pratica e sulle tradizioni sciamaniche che ancora la popolano. Solo così si conosce veramente un luogo.

Per conoscere i dettagli dell’itinerario consulta la pagina:
In Sri Lanka tra devil dance, scuola di meditazione e scalate

Per conoscere tutti gli altri dettagli scrivi a info@voyagesillumination.com

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KUMBHA MELA 2010

KUMBHA MELA 2010 AD HARIDWAR

con Raghvendra, ricercatore all’università di Varanasi

29 Marzo - 03 Aprile 2010 (30 Marzo Chaitra Purnima Snan)

11 – 16 Aprile (14 Aprile Baisakhi pramukh Shahi Sanan)

Un evento straordinario,uno di quelli a cui assistere almeno una volta nella vita!


Visto il grande interesse per questo evento che si celebra solo ogni 12 anni, abbiamo raddoppiato le date dei nostri viaggi ad Haridwar.
(I nostri viaggi sono ad alto standing, i gruppi dei partecipanti sono a numero contenuto. Prenota per tempo!)

Ai giorni trascorsi ad Haridwar è possibile aggiungere, a scelta, uno dei seguenti itinerari.

Itinerario TRE GRANDI RELIGIONI A CONFRONTO

Dharamsala – Amritsar – Pathankot – Delhi
Dopo l’immersione nell’ induismo ad Haridwar e nella vicina Risikesh in occasione della Kumba Mela, saremo a Amritsar la città più grande del Punjab, sede della maggior comunità Sikh. Investigheremo l’affascinante mondo del sikismo.
Qui sorge il Tempio D’Oro, che ha superato per fama il Taj Mahal di Agra. Assisteremo poi, nella località di Wagah al cambio della guardia sul confine indo-pakistno.

Di seguito raggiungeremo Dharamsala, la piccola Lasha, dove ci fermeremo 2 giorni per incontrare l’insegnamento del buddhismo vajrayana. Qui risiede il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio. Ci immergeremo nell’atmosfera del Buddhismo tibetano, nei suoi templi e nelle sue tradizioni.
Da Dharamsala ci trasferiremo a Pathankot che dista da Dharamsala circa 90 chilometri (2 ore). A Pathankot visiteremo il Monastero di Nechung, sede dell’ Oracolo di Stato Tibetano, il Monastero Namgyal, il cui nome ricorda quello costruito in una grande ala del Potala, a Lasha, il Namhyalma Stupa, edificato in memoria dei tibetani morti combattendo per il Tibet.
Treno notturno con cuccetta di prima classe per Dehli
Trasferimento aereo e rientro a Milano.

In alternativa è possibile aggiungere l’itinerario:
“Le Città Sante del Nord, Dove Eros e Ascetismo si Incontrano”
fatto partendo da Haridwar, raggiungendo Allahabad, quindi Varanasi, Sarnath e Khajuraho.
Guarda il documentario con Selene Calloni e Camila Ratznovic lungo il nostro itinerario.

Kumbha Mela

È il raduno mistico più importante in India. Nella scorsa Kumbha Mela, che avvenne nel 2003 ad Haridwar, più di 10 milioni di persone si riunirono sulle rive dle Gange. Yoghi, santi, preti, monaci, asceti, eremiti proveniente da ogni angolo dell’India. La cerimonia raduna i personaggi più incredibili. Gli asceti chiamati Sadu, per esempio, non indossano nessun vestito e hanno il corpo ricoperto di cenere. Hanno capelli incolti e lunghissimi e non si lasciano intimorire né dal freddo né dal caldo. I Parivajaka, invece, sono asceti che hanno fatto il voto del silenzio e girano per le strade suonando piccole campanelle al fine di far scostare i viandanti dal loro cammino. I Shirshasin meditano a testa in giù per numerose ore. I Kalpvasi sostano per l’intero mese della Kumbha Mela sulle rive del fiume celebrando rituali e cantando mantra.
Si ritiene che l’acqua del Gange durante il periodo della Kumbha Mela sia caricata da positive radiazioni del sole, della luna e del pianeta Giove insieme. Perciò l’acqua sarebbe capace di guarire qualsiasi malattia. La leggenda narra che chiunque si bagni, con atteggiamento profondamente devozionale, nelle acque del Gange durante una Kumbha Mela possa lavare dalla propria anima tutti i residui del proprio Karma e liberarsi dal ciclo delle morti e rinascite.

La Kumbha Mela è un evento straordinario uno di quelli a cui assistere almeno una volta nella vita.

Haridwar è un luogo già di per sé particicolarmente sacro; è infatti proprio qui che il Gange lascia le montagne dell’Himalaya per incominciare il suo lungo tragitto nella pianura. Haridwar è dunque circondata da montagne e fitte foreste che gli asceti eleggono a loro dimora. Immaginatevi il gran numero si eremiti che, scendendo dalle montagne, confluisce ad Haridwar durante la cerimonia sacra che vi si svolge ogni dodici anni.

LA STORIA

Al momento della creazione dell’universo, gli déi e i dèmoni non avevano il dono dell’immortalità e come gli animali e le piante erano costretti a invecchiare e morire. Stanchi di questa condizione, un giorno di un tempo senza tempo,  gli déi si riunirono sul monte Méru, la montagna cosmica, l’asse del mondo, e decisero che era necessario trovare il nettare dell’immortalità, l’amrita Il dìo Brahma, il creatore dell’universo, disse loro che se avessero rimescolato con forza l’oceano l’amrita ne sarebbe scaturita copiosa.

Gli dèi decisero di cimentarsi nell’impresa ma ben presto la trovarono assai difficile. Essi chiesero allora l’aiuto dei dèmoni, promettendo che avrebbero diviso con loro il prezioso nettare.

Il monte Mandara, anche identificato con Il mitologico monte Meru, la montagna cosmica, l’asse del mondo, venne usato come cucchiaio per rimescolare l’oceano e il mitologico serpente Vasuki offrì il porprio corpo come corda per legare e muovere la montagna. Finalmente il processo di rimescolamento ebbe inizio e proseguì per mille anni.

Nel corso dei mille anni molte creature mitologiche comparvero dall’oceano, incluso Laksmi, la dèa della bellezza, della salute e della prosperità, Sura il dìo del vino, Chandra, la dèa della luna, le Aspara, o ninfe celesti, Kaustabha, la preziosa gemma di Vishnu, Uchchaishravas, il cavallo divino, Dhanvantri, Nimi e Bharadwaj, ovvero maghi e guaritori.

Insieme ai guaritori uscì Amrita che venne immediatamente catturata dagli dèi che si diedero alla fuga.

I dèmoni, sentendosi imbrogliati dagli dèi, presero a inseguirli. Si scatenò una battaglia tra dèi e dèmoni che durò per 12 giorni e 12 notti. Nell’intento di non far cadere il prezioso nettare dell’immortalità nelle mani dei dèmoni, i semidèi lo nascosero in 4 posti della terra in corrispondenza di alcuni fiumi: il Godavari nella località di Nasik (Maharashtra), lo Shipra a Ujjain (Madhya Pradesh), il Gange ad Haridwar (Uttaranchal Pradesh) e il sangam (la confluenza dei tre fiumi sacri) ad Allahabad. In tutti questi luoghi una goccia del prezioso nettare si versò dalla coppa e cadde a terra. Un’altra versione della medesima leggenda vuole che sia stato il dio Vishnu a conquistare la preziosa coppa dell’immortalità e a portarla in salvo nel mondo degli dèi. Durante il viaggio Vishnu si fermò quattro volte per riposare e lasciò cadere una goccia di nettare nei quattro luoghi rendendoli sacri. Questi luoghi acquistarono fama di avere un grande potere mistico ed è qui che ogni tre anni, a rotazione, ogni 12 anni in ciascuno di essi, si celebra la Kumbha Mela. La prossima Kumbha Mela è prevista ad Haridwar nel 2010.

Il momento giusto

Il giusto periodo in cui celebrare la Kunbha Mela viene stabilito dagli astrologi, per i quali la cerimonia sacra deve avere luogo solo quando Giove entra in Acquario e il sole entra in Ariete. Con un simile allineamento planetario, infatti, si creerebbero le condizioni ideali per una perfetta meditazione e concentrazione.

Haridwar

 Haridwar

Il suo nome ne svela immediatamente l’essenza, poiché significa “La Porta di Dio”.

Bagnata dal Gange nel punto in cui le sue acque, superato l’ultimo tratto montano si allargano distendendosi in un placido corso, e adagiata sulle pendici meridionali dell’Himalaya, Haridwar è una delle città sante dell’hinduismo. Perennemente gremita di fedeli che riempiono i tanti templi, gli ashram e i ghat che scendono verso il fiume, i suoi pellegrini si concentrano soprattutto sull’Hari ki Pauri, un ghat che degrada sul canale superiore del Gange (Upper Ganga Canal) dove, secondo la tradizione, è impressa l’impronta del piede di Vishnu. Qui si celebra, ogni sera il meraviglioso spettacolo della Ganga Aarti, con i devoti che si immergono nel fiume allacciati gli uni agli altri per non essere trascinati via dalla corrente. Misticismo e gioia di vivere si intrecciano al crepuscolo sulle rive del Gange, quando migliaia di fiammelle brillano sull’acqua. Sono le offerte votive, fatte di fiori e di tremule luci di candele, disposte su grandi foglie. A quest’ora, i cinquemila panda, una sottocasta dei brahmini particolarmente numerosa a Haridwar, si regalano ai presenti spettacoli pirotecnici in cui, al suono dei tamburi, fanno roteare grossi candelieri sotto lo sguardo di un pubblico in festa.

Ad Haridwar sono banditi alcol e uova e si osserva ovunque un rigoroso vegetarianesimo. Del resto, è una città due volte santa. In virtù della leggenda che vuole che qui Vishnu lasciasse cadere una goccia del nettare dell’immortalità, gode, tra le città sante, insieme ad Allahabad, Ujjain e Nasik, del privilegio di ospitare una delle Kumbha Mela, che raduna ogni tre anni, sulle rive del Gange,  mezzo milione di fedeli, saggi asceti, sadhu e sannyasin.

Statua di Shiva ad Haridwar

La storia

A testimonianza delle sue antiche origini Haridwar è citata nei Veda e nelle Upanishad (i testi sacri più antichi dell’India) col nome di Mayapuri e ritrovamenti archeologici confermano l’esistenza di un insediamento nella zona già tra il 1700 e il 1200 a.C. La città fu parte dell’impero Maurya ((322–185 a.C.), e del successivo inpero Kushan (I-III secolo d.C.) e quattro secoli dopo è  nominata nella cronaca di viaggio redatta dal pellegrino cinese Xuanzang, un monaco buddhista che visitò l’India nel VII secolo.

A dare alla città il suo aspetto attuale fu, nel XVI secolo, Raja (Re) Man Singh di Amber (allora città del Rajastan), un generale dell’esercito dell’imperatore Moghul Akbar.  Man Singh rinnovò anche il  ghat Har ki Pauri. Si racconta che dopo la sua morte, la stesso imperatore Akbar ne gettò le ceneri nel Brahmakund (vedi sotto).

Nel 1842 iniziarono i lavori di costruzione della diga che, spezzando il corso del Gange, creò l’Upper Ganga Canal. La costruzione della diga contribuì al declino del fiume come via di navigazione interna, usata fino al XVIII secolo per la fiorente attività commerciale della Compagnia delle Indie.

Da vedere

La città vera e propria, con i suoi duecentomila abitanti, si sviluppa sulla riva orientale del Gange mentre i templi sono concentrati ora sull’Upper Ganga Canal.

La visita di Haridwar è un’immersione nell’atmosfera di devozione dei pellegrini. Il luogo più sacro di tutta Haridwar è il ghat di Har ki Pauri, che è considerato il punto esatto nel quale il Gange entra in pianura e dove forma una sorta di piscina naturale conosciuta come Brahmakund. La leggenda narra che proprio qui un antico re pregasse Brahma con devozione tale da indurre  il dio a esaudire i suoi desideri. Per soddisfare la richiesta del suo devoto il dio benedisse il luogo con il proprio nome e venne a dimorarvi in eterno insieme a  Shiva e Vishnu. Da allora la piscina fu chiamata Brahmakund (luogo di Brahma) e si crede che chi vi si immerga con fede riceva la benedizione della triade induista. L’acqua della piscina  non supera il metro e mezzo di profondità, ma le correnti sono così forti da costituire un pericolo anche per i nuotatori più esperti. Così per assicurare un’immersione sicura sono stati disposti appigli e catene a cui i devoti possono aggrapparsi.

Il ghat Har ki Pauri prende invece il suo nome dai piedi, Pauri, del dio Vishnu, Hari: si dice infatti che le impronte di Vishnu siano impresse nell’argine sottostante il ghat, sotto il livello delle acque. A Sud di Har ki Pauri si trovano altri Ghat, tra i quali il Gau Ghat, particolarmente indicato per chi volesse   diventare vegetariano: un’immersione qui assicura infatti la cancellazione del debito karmico  contratto attraverso l’uccisione o il maltrattamento degli animali.

Non lontano dal Har ki Pauri si trova il Bhimgoda Tank, uno specchio d’acqua, vicino al quale è stato eretto un tempio: è “lo stagno del gomito di Bhima”, scavato, secondo la leggenda, dall’omonimo eroe del Mahābhārata. Con un breve tragitto in cabinovia si raggiunge il Mansa Devi Mandir, tempio dedicato alla Mansa Devi, la déa-serpente ritenuta capace di esaudire i desideri dei suoi devoti, arroccato su una collina da cui si gode una splendida vista sulla città.

La visita può proseguire  con il Daksha Mahadeva Mandir, situato nell’antica cittadina di Kankhal, 4 km a sud di Haridwar. Il tempio, che ogni pellegrino non può mancare, è dedicato a Daksha, figlio di Brahma, il cui epiteto è Mahadev, il grande dio. Sempre a Kankhal  si può vedere il Sati Kund, tempio dedicato a Sati, la prima sposa di Shiva, che si dice si immolò proprio qui (vedi introduzione e Shakti Pitha).

Ad Haridwar e nelle sue immediate vicinanze gli ashram sono numerosi. Per l’atmosfera di grande spiritualità che vi regna vale la pena visitare quello di Sri Anandamayi Ma, la madre Permeata di Gioia, una delle più grandi figure spirituali dell’India moderna.

A nord della città si trova il Bharat Mata Mandir, edificio a sei piani dedicato alla Madre India, inaugurato da Indira Gandhi nel 1983, un inno al nazionalismo e una testimonianza moderna dello stretto connubio tra storia e religione che da sempre caratterizza l’India.

La città si trova alle propaggini di foreste rigogliose dove crescono le erbe utilizzate nell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, e a soli 30 minuti  di auto dalla stazione ferroviaria, nella regione di Kumaon ai confini con il Nepal, si trova il parco nazionale di Rajaji, tesoro faunistico sulle rive del Gange,  che ospita elefanti, tigri e formichieri.

Per i giorni di permanenza  ad Haridwar sono previste 2 opzioni:

1) Soggiorno ad “Ananda in the Himalayas”, una spa extra-lusso immersa nell’incantevole foresta himalayana, dove sarà possibile godere di massaggi, trattamenti ayurvedici, sessioni di yoga e meditazione.

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2) Soggiorno ad Haridwar in campi tendati predisposti per ospitare i partecipanti alla Kumbha Mela.

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Video tratti dalla trasmissione “Camminando” realizzata da LA7 con la consulenza di Selene Calloni Williams
Clicca sulla foto per far partire il video e attendi qualche istante

Ananda sull’Himalaya

Ayyurveda sull'Himalaya

La Ganga Arati ad Haridwar

La Ganga Arati ad Haridwar

Allahabad e Varanasi

Varanasi

Intervista al dr. Karan Singh

Intervista al dott. Karan Singh

Sarnath e Khajuraho

Sarnath e Khajurao

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Calendario

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Nonterapia in Ladakh

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Nonterapia in Ladakh

 

di Cecilia Martino

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Il Ladakh è una regione relativamente turistica che, nell’offerta tradizionale dei tour operator, brilla come la terra delle grandi vette himalayane, richiamando all’attenzione soprattutto trekkers e naturalisti che non vogliano perdersi lo stato di grazia in cui la natura sopravvive da queste parti. Poi c’è l’aspetto culturale, quel serbatoio di potenzialità che riserva la “terra dove è nato il buddismo”, altra tipica definizione da catalogo. Ma c’è anche chi osa andare oltre affrontando il Ladakh come un mistero ancora aperto, regno di spiritualità e potenze cosmiche, addentrandosi nei sentieri meno battuti della psicologia naturale che, in questo spicchio d’India così controverso, ha nome tantrismo.Ad osare è la nonterapia, un diverso modo di approcciare al mondo, un programma di vita in grado di suggerire scappatoie nemmeno troppo anguste alla moderna frenesia di vivere, e di viaggiare. Ribaltando i luoghi comuni, ecco come. Ecco come nevrosi, ansie, frustrazioni e malesseri diventano forze, tornando ad essere quello che erano all’origine: potenze di natura e non malattie da curare. Nessuna terapia, dunque, solo una maggiore consapevolezza, né più né meno del risveglio della coscienza primordiale (e scusate se è poco). Ecco come un viaggio in India, alla ricerca dei simboli vivi del tantrismo, può diventare un esercizio spirituale, una pratica conoscitiva che costringe il viaggiatore ad audaci voli mentali, qualcosa come un salto nel vuoto che necessariamente sconfina da qualsiasi offerta turistica tradizionale.

I cosiddetti viaggi spirituali, per la verità, sono un trend in forte crescita, e non c’è da stupirsi. Il vorticoso ingranaggio in cui la società della fretta costringe qualsiasi umano pensiero a disperdersi nella quantità di cose-da-fare, incoraggia la ricerca di dimensioni dove il tempo torni finalmente a dilatarsi e, con esso, i pensieri dedicati all’interiorità. L’offerta turistica risponde a queste rinnovate esigenze non sempre con soluzioni convincenti. Non basta suggerire itinerari che approdino a santuari, conventi o monasteri, lasciando che il resto venga da sé e trattando i luoghi mistici come scenari da cartolina per qualche scatto fotografico in più. E’ necessario, crediamo, fare esperienza dei luoghi, abbracciandoli non solo con gli occhi ma con il corpo nella sua interezza. Ed è questa l’avventura psicologica in cui si addentra la nonterapia con i suoi viaggi-seminari.

Mi chiedo se il monastero di Lamayuru sarebbe rimasto lo stesso nel mio bagaglio di memoria, senza quel cerchio magico di preghiere e mantra praticato sotto la luna, alla sera, prima di dormire. Naturalmente, la mia risposta ce l’ho. Molti manuali definiscono il tantrismo come un viaggio nell’infinito. Ad esplorare l’infinito un po’ di coraggio ci vuole e Nonterapia questo coraggio ce l’ha.

Leggi l’articolo e gli approfondimenti su Viaggi 24

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Un meraviglioso viaggio in Ladakh e Kashmir

Dal 7 al 19 settembre 2010

grazie a un accordo particolare con il nostro corrispondente locale

300 euro di sconto a persona

Guarda l’itinerario e la scheda tecnica

Ladakh

Ladakh

 

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Pensieri nomadi sulla via del tantrismo

Un articolo sui Voyagesillumination,

nonterapia, la filosofia e la ricerca….

di Cecilia Martino

Pensieri nomadi sulla via del tantrismo

Leggi l’articolo completo:

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Per chi fosse interessato riportiamo le indicazioni per acquistare la rivista:

Redazione:
c/o Colafranceschi
Via delle Sette Chiese, 88 – 00145 Roma
Tel. 06.5138607 – e-mail: philosophema@libero.it 
 
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 CCP : 42376004 intestato a Philosophema.

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Scozia: Edimburgo e Highlands – Writers retreat – dicembre 2010 – gennaio 2011

SCOZIA Edimburgo e Highlands
26 dicembre 2010 – 8 gennaio 2011
 
WRITERS’ RETREATS
lo yoga della mente in luoghi che ispirano

 

Pensa alle parole relax e creatività e mettile insieme. Poi pensa a persone che si incontrano piacevolmente, alla magia di un workshop in cui i partecipanti possono ispirarsi vicendevolmente e godere di luoghi magnifici. Tutto ciò è quanto realmente accade con noi.
Il corso è tenuto da una creativa d’hoc:
Selene Calloni Williams.

Writing retreats
Yoga for the mind in the inspiring cities

Think of words like relaxation and creativity and also think about meeting people, about the magic of the workshop where people can inspire each other and enjoy wonderful places
All that is what actually happens with us. You stay in a beautiful house and we cook a great food. Each day, the workshop are in the morning and in the afternoon you either write, swim, relax or go into town or playing golf.
You can do what you want, but the most important thing is that you have a balance. So, if you are serious, there’s space for that. But if you want to be stimulated, we want that as well. What we promise you is total relaxation a fantastic food, lovable friends and good conversations.


 Adoro la pace e la quiete, gli scenari aperti, il buon cibo e la compagnia intelligente. Che cosa voglio? Scrivere un nuovo poema ogni giorno. Ispirazioni e nuove visioni per dare un seguito alle mie novelle. Allontanarmi dalla normale esistenza, incapsulare la magia di un nuovo luogo fantastico e stare con persone ispirate è ciò che voglio.

 E tu hai un progetto nel cassetto? Poesie, novelle, romanzo o saggio? Questa è l’occasione per portarlo a compimento.
Un ritiro sulla scrittura per conoscersi dando seguito all’ispirazione.

Vessilli nel castello di Edinburgh

Vessilli nel castello di Edinburgh

 

Chi non volesse prendere parte al seminario di scrittura creativa farà delle escursioni e visite aggiuntive in sostituzione del seminario.

Ecco il programma dell’itinerario che accompagna il nostro seminario.

Sabato 26 dicembre 2010 - Primo giorno - Arrivo a Edimburgo. 

Alloggiamo nel cuore del centro città in una casa vittoriana dagli alti soffitti decorati e le ampie vetrate, un alloggio suntuoso, elegante.

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È qui che ha inizio il nostro seminario sulla scrittura creativa; la Bellezza è fondamento dell’ispirazione. Edimburgo è la capitale mondiale della letteratura. È talmente bella da essersi guadagnata nel tempo l’appellativo di Atene del nord. Le parti storiche della città sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Dopo Londra è la città più visitata della Gran Bretagna.
Alla sera ci addentriamo nella Mary King’s Close, la città sotterranea, dimora di fantasmi. Per anni gli stretti vicoli (closes) sotterranei sono stati avvolti da leggende legate all’epoca della peste che avrebbe lasciato dietro di sé fantasmi e misteri. In seguito possiamo andare a teatro (c’é solo l’imbarazzo della scelta) o passeggiare per le strade del centro ricche di pub e caffè “d’epoca”.

Per i pasti non espressamente specificati verrà fatta una cassa comune, a volte faremo la spesa e cucineremo insieme.

Domenica 27 dicembre 2010.

Oggi  possiamo visitare il castello simbolo della città  e  quindi un’escursione alla bellissima Rosslyn Chapel. Sarebbe questo, secondo l’autore de “Il codice da Vinci”, il misterioso nascondiglio del Sacro Graal. Punti particolari all’interno della cappella indicherebbero potentissime “centraline” di energia terrestre, chi vi sosti anche per pochi istanti riceverebbe poteri e ispirazione. Vero o falso, ciascuno può sperimentare in prima persona. Poi torniamo a Edimburgo e passeggiamo tra le vie storiche piene di pub, caffè e cattedrali dal fascino medioevale che, tra spade e vessilli, riportano a Ré Artù e ai suoi cavalieri. Possiamo anche visitare la sede del Parlamento Scozzese, icona della democrazia britannica.

Scozia

Il Castello

 

 Rossylin Chapel

La Rosslyn Chapel

 

Lunedì 28 dicembre 2010

Oggi, dopo le ore dedicate al nostro seminario o, in alternativa, una passeggiata mattutina al Seggio di Artù, una magnifica collina verde che sorge proprio nel centro della città e dalla cui cima si gode un magnifico panorama della città, fino al mare, ci rechiamo a Lindisfarne, detta l’isola santa, per due volte al giorno isolata dalle maree. Verso la fine del 600 d.C. l’isola fu la base dell’evangelizzazione dell’Inghilterra settentrionale e l’abbazia che sorge sull’isola fu sede vescovile. Oggigiorno Lindisfarne  é divenuta il centro del revival della cristianità celtica in Inghilterra e, a seguito di ciò, si è trasformata in un importante luogo di ritiro spirituale. L’isola santa è considerata una delle meraviglie del nord del paese e i Canti di Lindisfarne, i cosiddetti Lindisfarne Gospels, sono tra i tesori della Britannia. Inoltre è sede del Lindisfarne National Nature Reserve. Estremamente suggestivo da vedere è il castello di Lindisfarne.

Nella medesima giornata, se il tempo a disposizione lo consente, possiamo arrivare a North Berwick, una località sul mare a soli venti minuti di treno da Edimburgo. Di fronte alla costa di North Berwick, su un promontorio a picco sul mare, sorge il castello di Tantallon, una fortezza del 14° secolo. Molto bello da vedere, il castello rivela allo sguardo le memorie dei grandi vascelli, delle eroiche battaglie e dei numerosi assalti di pirati che si svolsero nel corso dei secoli intorno alle sue mura e nelle sue acque. Il castello è oggi dimora di fantasmi, alcuni di essi fotografati da studiosi della materia che hanno in tempi recenti consegnato alla stampa il frutto delle loro ricerche suscitando interminabili discussioni.

Martedì 29 dicembre 2010

Oggi, dopo il seminario e/o una capatina al festival della letteratura, possiamo recarci a Dirleton. Si tratta di un villaggio medioevale straordinariamente conservato. Bellissimo anche il suo castello. Un tuffo nel passato che lascia senza respiro tanta è la suggestività del luogo. A poca distanza dal villaggio medioevale, una stazione radar utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale ci porterà in tutt’altro passato.
La sera è di nuovo il momento magico per incontrare scrittori famosi o assistere a spettacoli teatrali o a concerti. Cena in un ristorante tipico scozzese.

Mercoledì 30 dicembre 2010

Oggi ci rechiamo presso il monastero Kagyu Samye Ling, dove pernottiamo. Il monastero si trova a sole due ore di macchina da Edimburgo, in una pacifica valle sulle rive del fiume Esk, nel cuore della Scozia. Il monastero Samye Ling è stato il primo monastero tibetano sorto in Europa. È un centro di saggezza e di apprendimento aperto alla gente di ogni religione e ogni credo. Qui i monaci ci guideranno al tempio e allo stupa. Potremo vedere i monaci pregare e avremo l’opportunità di rivolgere loro domande e dialogare piacevolmente.  Riceveremo istruzioni sull’arte della meditazione e potremo fare l’esperienza di una meditazione guidata.

 Il monastero di Samye Ling

Il monastero di Samye Ling

Giovedì 31 dicembre 2010

Oggi arriviamo in  treno arriviamo a Glasgow, poi a Rannoch.
Cena e pernottamento al Loch Rannoch Hotel.

Venerdì 1 Gennaio 2011

Una intera giornata passata al Loch Rannoch Hotel con la sua magnifica SPA, i trattamenti ayurvedici. Ottima occasione per rilassarci e dedicarci alla scrittura, se lo vogliamo il nostro seminario continua. Cena e  pernottamento al Loch Rannoch Hotel.

Loch Rannoch

Loch Rannoch

Sabato 2 Gennaio 2011

In treno fino a Mallaig e in traghetto fino a Armadale sull’isola di Skye, dove alloggiamo al Rosedale Hotel. Skye è un’isola di rara bellezza, lo spettacolo della sua natura lascia senza respiro. Battuta da venti impetuosi, selvaggia, Skye è l’emblema della “vera Scozia”. Straordinario scrivere in tanta bellezza!

L'isola di Skye

L'isola di Skye

Domenica 3 Gennaio 2011

Dall’isola di Skye andiamo, via traghetto, all’isola di Harris e quindi via terra fino a Lewis, dove trascorriamo la notte. Appartenenti alle isole occidentali delle Ebridi, questi autentici gioielli, punteggiati da piccoli laghi (lochs, dicono gli scozzesi), dalle meravigliose spiagge e dall’acqua cristalllina. Lewis e Harris formano una sola isola, la prima pianeggiante, la seconda più montuosa. A 26 chilometri dal capologuo, Stornoway, si raggiungono le Callanish Standing Stones, magaliti contemporanei di Stonehenge. Poichè assai meno visitati di Stonehenge, si lasciano guardare, toccare, in tutta la loro meravigliosa potenza, si lasciano gustare nel silenzio, non nella calca dei turisti, ma nella pace sacra che la contemplazione di certi luoghi richiede. Cena e pernottamento al Gearrannan Hotel.

Isola di Lewis

Isola di Lewis

Lunedì 4 Gennaio 2011

Dedichiamo l’intera giornata a scoprire le bellezze dell’isola. pranzo, cena e pernottamento al Gearrannan Hotel. 

Martedì 5 Gennaio 20101

Oggi raggiungiamo Ullapool in traghetto, poi in auto, arriviamo fino a Inverness. Cena e pernottamento a Inverness al Golf View Hotel.

Mercoledì 6 Gennaio 2011

Visitiamo Inverness, la bella capitale delle Higlands, il lago di Lochness, famoso per il mostro che vivrebbe nelle sue acque, e Clava Cairns, un luogo di sepoltura che risale all’Età del Bronzo, estremamente suggestivo con i suoi cumuli di pietre erette circolari e i resti della sepoltura ancora parzialmente intatti.
Cena e pernottamento al Golf View Hotel, come la sera precedente. In questo fantastico luogo avremo la possibilità di trattamenti rilassanti ayurvedici e SPA esclusivi. (2 trattamenti sono compresi nella quota di partecipazione).
Oggi è anche il giorno in cui si chiude ufficialmente il nostro seminario sulla scrittura creativa.

Il castello di Inverness

Il castello di Inverness

 

Giovedì 7 Gennaio 2011

Oggi visitiamo l’Abbazia Benedettina di Pluscarden, una delle attrazioni più insolite della Scozia del Nord. È il solo monastero medioevale in tutta la gran Bretagna a tutt’oggi ancora usato per i propositi originali per i quali venne edificato nel 1230, ancora oggi abitato dai monaci che vi mantengono inalterata la medesima atmosfera che vi era nel tredicesimo secolo, quando l’Abbazia fu fondata. Coloro che hanno il privilegio di recarsi in questo sacro luogo oggi non solo possono gioire della sua bellezza, ma anche essere coinvolti nella sacralità dei riti e delle pratiche, nell’incantesimo del silenzio e della pace. Il tutto immerso nelle magiche foreste scozzesi di rara bellezza. Quindi rientriamo a Edimburgo dove pernottiamo nei pressi dell’aeroporto.

 Abbazia di Pluscarden

Abbazia di Pluscarden

 Venerdì 8 Gennaio 2011. Volo di rientro.

 N.B. L’itinerario può subire leggere variazioni.

 

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Mother Nature’s big gift

Una delle nostre guide, ricercatore presso l’Università di Varanasi, ci manda in regalo queste immagini che volentieri inoltriamo.

Dear All

enjoy………………Mother Nature’s  big gift

Has anyone been to Andra Pradesh to see this tree for real?

 

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At a glance you may be confused the above tree with a massive trunk with a ‘Baobab’ tree (which is renowned to possess the largest tree trunks of the world) but, this is yet another unknown specie which is seen in the close proximity of a hermitage deep in the dense forest in ‘Andra Pradesh’ in India.      

 Now have a close look at the bark and experience the unbelievable figures of creatures engraved in the surface of the entire tree trunk!!  
Absolutely real!!!  

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The Immortal Spirit, trekking nel Regno del Mustang, l’ultimo Tibet.

IL REGNO DEL MUSTANG, NEPAL

Un trekking nella storia, un viaggio alla scoperta della cultura tibetana prima dell’occupazione cinese, un cammino ispirato attraverso paesaggi lunari.

Circondato dal Tibet su tre lati e governato da una famiglia reale tibetana, il Mustang – un regno all’inerno di un altro regno – sopravvive come uno degli ultimi reami dell’antico Tibet, sebbene nominalmente sia parte del Nepal.

Miracolosamente rimasto autonomo fino ai giorni nostri, il Regno del Mustang conserva e tramanda la tradizione e la cultura dell’antico Tibet. Infatti il Mustang è molto più simile al Tibet, come esso era primo dell’occupazione cinese, di quanto non lo sia il Tibet stesso.

Nel 1950il Nepal si aprì al turismo, ma il Mustang rimase chiuso ai turisti fino al 1992 e ancora oggi la possibilità di raggiungerlo rimane limitata. Infatti l’accesso ai territori del regno è ristretto e regolato da  una precisa normativa.

Paradossalmente il Mustang fu una terra abbondantemente attraversata da traffici commerciali in passato. Le sue antiche rotte commerciali hanno più di 1.000 anni.

Nel Mustang, come in tutto l’altipiano del Tibet, la natura rude e austera presenta al viaggiatore ampi paesaggi privi di alberi dove l’attenzione non può essere catturata da nulla in particolare… allora la mente contempla l’insieme del tutto.

In tenpi lontani come ai giorni nostri chi viaggi per il Mustang non può evitare di essere fortemente richiamato alla spiritualità.

Il Mustang è aperto ai visitatori da Marzo a Dicembre. L’accesso è ristretto da normative di legge e tutte le spedizioni di trekking devono essere accompagnate da una guida in possesso di licenza governativa.

Itinerario

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Patagonia: VIAGGIO ALLA FINE DEL MONDO

Patagonia: VIAGGIO ALLA FINE DEL MONDO,sulle tracce di Yagan e Mapuche
Dal 26 Dicembre 2010 al 7 Gennaio 2011

Voyagesillumination in Patagonia

 

Un viaggio di 13 giorni ai confini del mondo in Argentina, a contatto con le tradizioni e i costumi degli indios Yagan e Mapuche, tra gli scenari sconvolgenti della Terra del Fuoco: lo propone Voyagesillumination, insieme ad altri itinerari sempre ispirati da uno stesso approccio al viaggio di tipo antropologico e antroposofico.
Da Buenos Aires, dove la musica si fa sensuale poesia nel tango,  ci lasceremo poi sprofondare nell’infinito, negli immensi spazi silenziosi della Patagonia dove la presenza umana è rara e la bellezza ti inonda a ogni respiro. Proseguiremo verso il Sud,  fino alla Tierra del Fuego, l’incontro di due Oceani, il mare di Capitan Cook, il mondo alla fine del mondo.
Fin dall’inizio del viaggio entreremo nel vivo delle tradizioni naturali argentine. Nei primi giorni, nei dintorni di Buenos Aires è previsto l’incontro con la cultura dei gaucho, i cavalieri nomadi delle grandi pianure sudamericane, ancora viva nelle periferie. Nei giorni seguenti, che prevedono gli spostamenti a Ushuaia, Isla Navarino, Punta Rosales e Puerto Williams, conosceremo alcuni membri della comunità Yagan, oltre a visitare i luoghi più tipici e meno noti dove ancora vive la maggior parte dei discendenti degli Yagan. Proseguendo verso Bariloche e Pilcaniyeu, sarà invece l’incontro con la cultura Mapuche a pilotare itinerari e spostamenti: faremo la conoscenza dell’india Mapuche Cristina Marin, sosteremo come ospiti in una scuola di Chacay Huarraca e pranzeremo insieme ad alcuni membri della comunità waiteca.
Durante tutto il viaggio è prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.

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